martedì, Aprile 23, 2024

Rotterdam, due sparatorie in città: tre morti, tra cui una 14enne

È di tre morti il bilancio di due distinte sparatorie nella città di Rotterdam, in Olanda, opera dello stesso uomo, uno studente dell’Università Erasmus di 32 anni. La prima è avvenuta in un edificio residenziale e ha provocato la morte di una 39enne e della figlia di 14 anni. Le due erano vicine di casa del killer, che era in divisa militare e armato di pistola. La seconda sparatoria è stata compiuta presso il centro medico dell’ateneo frequentato dal 32enne, dove un docente di 46 anni ha riportato ferite mortali. Lo studente è stato arrestato: si chiama Fouad L., ed è un neonazista con precedeti e problemi mentali. Il fermato avrebbe anche appiccato un incendio sia nell’ospedale sia nell’abitazione, entrambi domati. Era già noto alle autorità per una precedente condanna per crudeltà sugli animali. Secondo quanto riferito dagli investigatori, si esclude la presenza di complici. Il movente dell’attacco non è ancora chiaro. “Ho sentito degli spari e delle urla, era il panico ovunque. Siamo scappati verso l’uscita lasciando tutti gli effetti personali”, ha raccontato Beniamino Vincenzoni, medico 24enne italiano residente in Olanda, che lavora proprio nell’ospedale universitario teatro di una delle due sparatorie. “L’uomo arrestato è entrato in una delle aule del nosocomio e ha aperto il fuoco contro un medico-docente che aveva anche chiamato per nome prima di sparargli”, ha raccontato Vincenzoni che non esclude il movente personale. Le immagini diffuse dalle televisioni hanno mostrato numerose persone che uscivano di corsa dall’ospedale, compresi medici e pazienti, mentre la polizia in giubbotto antiproiettile entrava nella struttura ed elicotteri delle forze dell’ordine sorvolavano la scena. In un video si vede anche il fermo dell’uomo, che appare in tenuta da combattimento. Rotterdam non è nuova a episodi simili, solitamente attribuiti a regolamenti di conti tra bande di narcotrafficanti rivali. Nel 2019, tre persone furono uccise a colpi di arma da fuoco su un tram a Utrecht, mentre nel 2011, l’intero Paese rimase scioccato quando il 24enne Tristan van der Vlis uccise sei persone e ne ferì altre 10 in uno scontro violento in un centro commerciale affollato. Sia il premier olandese Mark Rutte sia il re Guglielmo hanno espresso sgomento e dolore per le vittime. L’Erasmus Medical Center dopo avere lanciato un appello sui social media, chiedendo alle persone di non recarsi in ospedale, ha infine annunciato che tutti gli appuntamenti previsti per venerdì si sarebbero svolti come previsto.

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