sabato, Aprile 20, 2024

A Palazzo Brancaccio una serata sotto il segno della medicina e della cultura

Una serata animata dalla scienza, dalla ricerca del passato e del presente, dalla musica, dall’arte e dal cinema. Ieri è stata presentata a Palazzo Brancaccio a Roma la ristampa del libro di Antonio Casolini di Sersale, edito a Napoli nel 1790, ‘Prospetto delle febbri intermittenti ossia Trattato’. A promuovere l’iniziativa l’Associazione Cavalieri di San Silvestro, di cui è Rettore Presidente Monsignor Luigi Francesco Casolini di Sersale. “La ristampa di questo volume è un desiderio che avevo da tempo. Fu pubblicato a Napoli nel 1790 con la necessità di andare incontro alla popolazione che non aveva particolari possibilità (l’analfabetismo era diffuso, ndr) facendogli conoscere una materia all’epoca un po’ nascosta (molti studiosi affermano che Casolini fu molto apprezzato dalla comunità, della quale si prendeva cura, ndr)”, ha dichiarato Monsignor Casolini di Sersale. “La ristampa ha richiesto un lavoro di circa tre anni per tradurre il dialetto in un linguaggio contemporaneo. Aiuti preziosi sono arrivati dal prof. Eugenio Gaudio, rettore dell’Università ‘La Sapienza’ di Roma, e dal prof. Vittorio Sironi dell’Università Bicocca di Milano, due studiosi apprezzati e conosciuti”, ha raccontato Casolini di Sersale, che durante l’evento ha annunciato: “Vorrei che una parte del ricavato andasse al parroco della Basilica di Santa Maria degli Angeli”. Antonio Casolini, all’epoca un giovane medico, nel suo volume tratta delle febbri causate in prevalenza dalla malaria che infestava la marina ionica, dove molti sersalesi lavoravano la terra. Curatore dell’opera il dott. Vincenzo Valente, che ha consegnato a Monsignor Casolini il volume originale. Tra i relatori anche Vittorio Sironi, professore di Storia della Medicina, della Disabilità, di Antropologia medica e di Discipline Neuroscientifiche all’Università Bicocca di Milano. “Come medico e come storico credo che sia interessante svolgere una riflessione sulla febbre. È un esperienza che tutti noi abbiamo avuto modo di provare. Ma su questo l’opinione della medicina è cambiata nel corso delle epoche“, ha detto Sironi. “Nella sua fase iniziale, tra il 600 e il 700, la febbre fu vista come una malattia che quasi inevitabilmente portava alla morte. Nella fase intermedia – prosegue il professore – si iniziò a pensare che la febbre fosse un sintomo di una malattia. Infine nella fase recente, dopo la pubblicazione de ‘L’origine della specie’ di Darwin, la medicina iniziò a chiedersi perché la febbre non fu eliminata nel corso dell’evoluzione. E da qui in poi – ha spiegato Sironi – la medicina iniziò a pensare che la febbre aveva una sua utilità. Quindi, non fu più considerata come un danno ma come un meccanismo di difesa“. L’incontro è stato intervallato dalle letture, tratte dal volume di Casolini, dell’attore Gianclaudio Caretta, e da musica classica dal vivo. “In un contesto come questo non possiamo non prendere in considerazione il welfare culturale in cui la cultura è intesa come il nuovo ‘abc’ della salute e alla Bicocca stiamo portando avanti delle ricerche su questo”, ha spiegato Sironi. “Alcuni studi negli Stati Uniti hanno osservato come il vivere in mezzo alla cultura – cinema, mostre d’arte, concerti – favorisca la salute fisica e psichica“. Alla presentazione – moderata dal prof. Emilio della Fontanazza – anche Andrea De Pasquale, direttore generale del ministero della Cultura – Direzione Educazione e Ricerca e Istituti Culturali. “La nostra Direzione volta alla promozione della ricerca nel settore culturale, alla formazione del cittadino e degli addetti ai lavori nello studio e nell’apprezzamento del nostro straordinario patrimonio culturale. Ma anche educare a questo patrimonio attraverso una serie di laboratori, anche destinati a un pubblico più giovane che frequenta costantemente i nostri musei, le nostre biblioteche e i nostri archivi”, ha dichiarato De Pasquale. “Inoltre, la nostra Direzione promuove e sostiene anche economicamente i grandi istituti della cultura italiana che ogni anno presentano la domanda per un sostanzioso contributo per il loro sostentamento e per favorire la ricerca. Quindi – ha proseguito il direttore – non posso far altro che essere felice di questa presentazione, che valorizza e mette in luce un aspetto molto significativo della cultura del Meridione e in particolare questa opera, che non è solo un capolavoro della storia della medicina, ma è anche una testimonianza eloquente della storia della tipografia italiana”, ha concluso. In rappresentanza del comune di Sersale (in provincia di Catanzaro) è intervenuto il sindaco Carmine Capellupo. “Oggi il mio cuore batte di felicità per questo evento straordinario per cui ho annullato tutti i miei impegni istituzionali”, ha detto Capellupo. “Incontri come questo sono necessari per veicolare dei messaggi e per favorire l’approccio a temi non comprensibili a tutti. E in questo la cultura, come la musica per esempio, è fondamentale. Le amministrazioni e le istituzioni – ha concluso il sindaco di Sersale – devono dare il loro supporto ad eventi di questo genere in cui temi come la medicina possono diventare fruibili a tutti“.

(Fonte: Agenzia Dire, www.dire.it)

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