
Il diritto alla casa, ad avere un tetto è un segnale indicativo della tenuta sociale del paese. Un diritto nient’affatto scontato. Sul nostro territorio e a Roma in particolare vale ancora quello che diceva mezzo secolo fa il sindaco Argan. C’è gente senza casa e case senza gente. Gli sfratti sono il termometro di questo squilibrio. Secondo i dati Sunia Cgil nel 2022 le richieste in regione sono 8065, i provvedimenti 7228, le esecuzioni 3413. Guardando l’andamento delle esecuzioni negli ultimi 5 anni immaginiamo una curva che ha un vertice bassissimo in pandemia per riesplodere lo scorso anno con un aumento dei casi superiore al 300 per cento.
Questa la sequenza:
2018 2754 esecuzioni
2019 1953
2020 453
2021 784
2022 3413
Le sofferenze arrivano in due casi su tre dalla morosità sulle pigioni (70% degli sfratti). In un caso su cinque (22%) il locatore invece riguadagna casa per ragioni familiari, segno anche di un minore benessere complessivo di chi fitta. Roma prevale nettamente come incidenza sul territorio seguita da Latina, Viterbo, Frosinone e Rieti. E i numeri tra richieste e provvedimenti superiori alle 6mila unità e le 2784 esecuzioni sono nettamente superiori a Milano. Natale Di Cola, segretario generale della Cgil di Roma e del Lazio, invita a rifinanziare il fondo per gli affitti e a riavviare la costruzione e l’assegnazione di case popolari.






