
Il Libano si prepara a presentare una denuncia al Consiglio di sicurezza dell’ONU per “l’uccisione intenzionale da parte di Israele del giornalista libanese Issam Abdallah” e per altri giornalisti feriti, ha annunciato il ministero degli Affari esteri libanese. In un comunicato diffuso dall’agenzia governativa di notizie libanese, il ministero degli esteri denuncia “una palese aggressione, un crimine contro la libertà di espressione, contro il giornalismo e i diritti umani” e “attribuisce a Israele la responsabilità dell’attuale escalation” nel sud del Libano. È una «situazione molto pericolosa» quella del Libano, «il timore è il peggio» e «tutto è possibile». Parlano così con l’Adnkronos fonti informate libanesi nel giorno in cui è a Beirut il ministro degli Esteri iraniano, Hossein Amir-Abdollahian. Ha incontrato il premier Najib Miqati, ma anche il numero uno di Hezbollah, Hasan Nasrallah. «Uno sparo nel sud del Libano finirebbe per coinvolgere il Paese nella guerra a Gaza» e «non ci devono essere errori», dicono le fonti dopo l’attacco di sabato scorso di Hamas in Israele e la risposta israeliana con i bombardamenti nella Striscia di Gaza, controllata da Hamas. Mentre – osservano, precisando di «non avere informazioni» e che si tratta solo di «un’analisi» – l’Iran «sta cercando di fermare la normalizzazione tra Israele e Arabia Saudita». Hezbollah è «assolutamente preparata» a intervenire contro Israele ed agirà «al momento giusto», ha detto il numero due della gruppo, Sheikh Naim Qassem. Cosa farà in realtà Hezbollah, dicono le fonti dal Libano, è «una decisione iraniana».






