
Condannato a 20 anni, in abbreviato, Daniele Carlomosti, ritenuto a capo dell’organizzazione criminale a La Rustica, dedita al traffico di droga ed estorsioni. Il gup di Roma, con la sentenza pronunciata oggi pomeriggio, ha condannato i 13 imputati a un totale di oltre 135 anni di carcere confermando l’impianto accusatorio del pm della Dda Edoardo De Santis: diciotto anni per il braccio destro di Carlomosti, Fabio Pallagrosi e 9 anni e quattro mesi per Armando De Propris, padre di Marcello, condannato a 25 anni per l’omicidio di Luca Sacchi. Le accuse vanno, a vario titolo, dall’associazione a delinquere finalizzata al traffico di droga, estorsione, sequestro di persona a scopo di estorsione e lesioni. Tra i reati contestati a Carlomosti c’è anche quello di tortura: l’uomo aveva allestito una vera e propria ‘camera delle torture’, ”con teli di plastica”, dove fu portato un uomo che aveva un debito di oltre 60mila euro per una fornitura di droga non pagata. Come si legge nel capo di imputazione, l’uomo era stato privato della sua libertà personale, legato, spogliato e costretto a stendersi sui teli ”impedendogli di allontanarsi e sottoposto a gravi minacce di morte e gravi violenze fisiche per circa 6 ore, durante le quali era stato picchiato alla testa e in più parti del corpo, privato della possibilità anche di bere”. Le sue condizioni, secondo l’atto d’accusa, ”venivano poi mostrate ai suoi familiari e amici. In un altro episodio di estorsione contestato a Carlomosti e al suo braccio destro, il capo dell’organizzazione, per riavere soldi che aveva prestato, diceva al telefono: ”ti scarico un nove in bocca, sgozzo tua madre…butto tua madre dalla finestra”. A smantellare l’organizzazione della Rustica, quartiere della periferia est della Capitale, nel maggio dello scorso anno, sono stati i carabinieri del comando provinciale di Roma. Le indagini, coordinate dalla Dda capitolina, partirono da una gambizzazione avvenuta nel novembre 2017 e dai dissidi interni e culminati con il tentato omicidio di Simone Carlomosti: in quell’occasione Daniele gli sparò più colpi di pistola dal balcone di casa. Del gruppo della Rustica ne parlava anche Massimo Carminati, come emerso in un’ordinanza cautelare sull’inchiesta ‘Mafia Capitale’: parlando dell’organizzazione capeggiata da Carlomosti, l’ex Nar diceva ‘quelli so’ brutti forti compà”.






