
Morire a 18 anni perché un’auto senza controllo ti piomba addosso, mentre sei con un amico a parlare su un marciapiede. Proprio un anno fa così, a Roma, in via Cristoforo Colombo, si spegneva la vita di Francesco Valdiserri, nella notte tra il 19 e il 20 ottobre. Al volante della vettura che non gli lasciò scampo c’era una ragazza di 24 anni, poi condannata a 5 anni per omicidio stradale, positiva ai test per alcol e droga. Nelle motivazioni della sentenza, pubblicate qualche giorno fa, il giudice ha sottolineato quanto sia grave e strutturata, in più profili, la responsabilità dell’imputata. Quanto sia rilevante il ‘grado della colpa’ nell’avere tenuto l’irresponsabile condotta di guida che ha determinato la morte di Francesco Valdiserri e messo a rischio la vita di almeno altre due persone oltre che la propria”. Il caso di Francesco è diventato emblematico della strage senza fine che ogni giorno si consuma sulle strade della capitale. Da allora la memoria del 18enne viene coltivata da familiari e amici, con iniziative dedicate alle passioni della giovane vittima e con l’impegno nella sensibilizzazione per la sicurezza alla guida. Il papà Luca, giornalista come la mamma Paola Di Caro, ha ricordato così sui social così il suo ragazzo: “Ciao Fra, un anno fa ti svegliavi per l’ultima volta nel tuo letto. Facevi colazione con la tazza del Tottenham. Andavi all’università che amavi già. Mamma e io sopravviviamo“.






