
Un soldato israeliano è rimasto ucciso durante una mini-incursione terrestre di Israele dentro la Striscia di Gaza: lo ha reso noto Tsahal, aggiungendo che altri tre militari sono rimasti feriti. Il portavoce militare, Daniel Hagari, che ha dato la notizia, ha spiegato che la ‘task force’ israeliana penetrata nel territorio governato da Hamas stava cercando gli ostaggi portati dentro l’enclave. Dopo 14 ore di calma relativa, doppio allarme ad Ashkelon. Le sirene che avvisano del lancio di razzi hanno suonato due volte nel giro di una manciata di minuti, segnando la ripresa dei lanci da Gaza. Il ministro degli Esteri iraniano Hossein Amirabdollahian ha parlato al telefono con Ismail Haniyeh, il capo dell’ufficio politico di Hamas, e con il segretario generale della Jihad islamica, Ziad Nakhala. Lo riferiscono i media iraniani. Amir Abdollahian ha individuato nel sostegno degli Stati Uniti a Israele come “una delle ragioni principali dei crimini del regime”. Il New York Times si è scusato per come ha inizialmente dato la notizia dell’attacco all’ospedale di Gaza: aver cioè’ rilanciato solo la versione di Hamas senza verificarla. In un editoriale del direttore, ha scritto che “le prime versioni della notizia” – e l’importanza che gli ha dato nel titolo, l’allerta e sui social media – “si basavano troppo pesantemente sulle affermazioni di Hamas e non chiarivano che tali affermazioni non erano state subito verificate”. Israele ha sempre negato ogni responsabilità e addossato l’origine del lancio di razzi alla Jihad islamica, che a sua volta ha smentito di aver avuto alcun ruolo. L’Iran non esiterà a lanciare missili su Haifa, città nel Nord di Israele, se lo riterrà “necessario”. Lo ha affermato il vice comandante delle Guardie della rivoluzione islamica, Irgc, Ali Fadavi, secondo quando riporta Jerusalem Post.






