
Almeno sei ospedali a Gaza sono stati costretti a chiudere a causa della mancanza di carburante. Lo ha detto l’Organizzazione Mondiale della Sanità. A ciò si aggiungono gli ospedali che hanno dovuto chiudere a causa dei danni causati dagli attacchi aerei, si legge in una nota resa pubblica dalla Cnn. “Se non verranno consegnati con urgenza a Gaza carburante vitale e forniture sanitarie aggiuntive, migliaia di pazienti vulnerabili rischieranno la morte o complicazioni mediche poiché i servizi critici verranno chiusi per mancanza di energia”, ha affermato l’Oms. Tra questi pazienti vulnerabili figurano circa 1.000 persone dipendenti dalla dialisi e almeno 130 bambini prematuri, ha affermato l’organizzazione nella nota. Anche altre persone in terapia intensiva o che necessitano di un intervento chirurgico “dipendono da una fornitura stabile e ininterrotta di elettricità per sopravvivere”, ha aggiunto. Anche il Fondo delle Nazioni Unite per l’infanzia (UNICEF) ha sottolineato l’urgente necessità che il carburante possa entrare nella Striscia di Gaza e ha fatto eco all’Oms nel chiedere un cessate il fuoco immediato. “Il carburante è di fondamentale importanza per il funzionamento di strutture essenziali come ospedali, impianti di desalinizzazione e stazioni di pompaggio dell’acqua”, ha affermato l’UNICEF in una nota.
“Le unità di terapia intensiva neonatale ospitano oltre 100 neonati, alcuni dei quali sono in incubatrici e fanno affidamento sulla ventilazione meccanica, rendendo la fornitura di energia elettrica ininterrotta una questione di vita o di morte”.






