
L’ex avvocato di Donald Trump, Michael Cohen, ha accusato il tycoon di avergli chiesto di gonfiare il valore degli asset, ma Trump ha liquidato la sua testimonianza come “non credibile”. La deposizione di Cohen, molto attesa, è andata in scena alla corte di New York dove Trump è accusato di frode fiscale e finanziaria, assieme ai tre figli adulti, Ivanka, Donald Jr. e Eric, e il management della Trump Organization. “Mi venne chiesto dal signor Trump – ha raccontato Cohen in aula – di aumentare il valore totale degli asset a una cifra che lui aveva deciso in modo arbitrario”. L’ammontare netto, ha aggiunto, equivaleva a “qualsiasi numero ci avesse indicato il signor Trump”. L’ex presidente ha dichiarato di non essere preoccupato dalla testimonianza di Cohen. “Ha un passato orribile – ha commentato – non finirà bene per lui, non siamo per niente preoccupati”. L’ex avvocato, in una pausa del processo, ha confessato ai giornalisti di aver assistito a una “reunion pazzesca”, riferendosi al suo incontro, cinque anni dopo l’ultima volta, con Trump, presente al processo civile.






