
Il primo grado si era concluso nel luglio del 2022. I giudici della Corte d’Assise di Cassino avevano assolto tutti gli imputati nel processo: il maresciallo dei carabinieri Franco Mottola, il figlio Marco, la moglie Annamaria, e i carabinieri Vincenzo Quatrale e Francesco Suprano. “Gli esiti dibattimentali non offrono indizi gravi, precisi e concordanti sulla base dei quali possa ritenersi provata, oltre ogni ragionevole dubbio, la commissione in concorso da parte degli imputati della condotta omicidiaria contestata”, hanno scritto i giudici nella sentenza di primo grado. Una sentenza che è stata appellata dalla procura di Cassino e dalle parti civili. Oltre un anno dopo, sei mesi passati solo per il deposito delle motivazioni dei giudici di Cassino, il caso di Serena Mollicone torna in un’aula di tribunale, stavolta a Roma, in Corte d’Appello, con tutti i misteri legati alla sua morte ancora senza una risposta. Si apre un altro capitolo su un caso che risale a 22 anni fa e che ad oggi è ancora irrisolto. Serena Mollicone scompare la mattina del 1 giugno del 2001: ha 18 anni. E’ il papà Guglielmo Mollicone a denunciarne la scomparsa nel pomeriggio. Scattano le ricerche e forze dell’ordine e volontari setacciano i paesi del circondario. Sono proprio due volontari della Protezione Civile a trovare il corpo di Serena nel boschetto di Fonte Cupa, nel frusinate, che oggi si chiama Fonte Serena, proprio in memoria della ragazza. Il bosco si trova nella frazione di Anitrella a circa 9 km da Arce. Serena viene trovata con mani e piedi legati da nastro adesivo e filo di ferro e un sacchetto di plastica in testa. Una vicenda che si intreccia con il suicidio del brigadiere Santino Tuzi, il carabiniere in servizio nella portineria della caserma di Arce il giorno in cui scomparve Serena e che dichiarò, per poi ritrattare, di averla vista entrare nell’alloggio. Tuzi si è suicidato l’11 aprile 2008 e per istigazione a quel suicidio, è finito imputato nello stesso processo, il maresciallo Vincenzo Quatrale, anche lui assolto in primo grado insieme ad un altro carabiniere, l’appuntato Francesco Suprano.






