
Russia e Ucraina sono bloccate in una situazione di “grave stallo” e le due parti devono sedersi e negoziare la fine del conflitto. Lo ha dichiarato nel fine settimana il presidente bielorusso Alexander Lukashenko, alleato del russo Vladimir Putin. Lo riporta il sito della Reuters. “Ci sono abbastanza problemi da entrambe le parti e in generale la situazione è ora di grave stallo: nessuno può fare nulla per rafforzare o far avanzare la propria posizione”, ha detto Lukashenko. “La gente sta morendo. Dobbiamo sederci al tavolo dei negoziati e trovare un accordo”, ha aggiunto il leader bielorusso. Dal 10 ottobre, giorno in cui è iniziata l’offensiva russa nei pressi di Avdiivka, Mosca ha perso più di 6.500 soldati. Lo ha dichiarato il portavoce delle forze di difesa di Tauride, Alexander Shtupun, come riferito da Rbc Ucraina. “Se parliamo del numero di perdite Avdiivka è la più grande sconfitta per i russi. Se contiamo dal 10 ottobre, le perdite totali del nemico nella regione di Donetsk nell’area di responsabilità della Brigata Tavria ammontano a quasi 6.500 persone”, ha detto Shtupun. La guerra in Ucraina giunge al giorno 614. Zelensky riferisce che i 66 Paesi presenti al vertice di Malta sulla pace hanno concordato una dichiarazione “di base e unificante”. Le perdite tra i soldati russi dall’invasione del 22 febbraio 2022 sfiorano quota 300mila. I media russi riportano di un tentativo di attacco alla centrale nucleare di Kursk da parte di droni ucraini. Alcuni piloti di Kiev sono giunti negli Stati Uniti, dove saranno addestrati sui caccia F-16. Il presidente bielorusso Aljaksandr Lukashenko invoca i negoziati di pace: “Tra Mosca e Kiev situazione di grave stallo. La gente sta morendo, dobbiamo sederci al tavolo dei negoziati e trovare un accordo”.






