
Tutte le vittime di Gaza sono “martiri, si stanno muovendo verso un altro mondo enunciato dai profeti, ora sono là dove non ci sono dittature e non ci sono sionisti”. Lo ha detto il leader di Hezbollah, Hassan Nasrallah, in un discorso pubblico pronunciato da una località non meglio precisata e trasmesso in diretta tv in occasione della Festa dei martiri caduti sulla via di Gerusalemme, in riferimento ai circa 60 combattenti di Hezbollah uccisi dall’8 ottobre a oggi negli scontri con l’esercito israeliano nel sud del Libano. “La nostra battaglia è pienamente legittima, dal punto di vista legale e religioso – ha aggiunto -. Il nostro dovere è dare tutto, credere in questa chiamata, siamo pronti al sacrificio, a dare tutto”. L’operazione “sacra e grande” del 7 ottobre è stata frutto di “una decisione presa al 100% dai palestinesi. La decisione non è stata condivisa con altre fazioni della resistenza islamica. Loro hanno deciso ed eseguito”. “Il nostro dovere è dare tutto, credere in questa chiamata, siamo pronti al sacrificio, a dare tutto”.






