martedì, Gennaio 27, 2026

Pietre d’inciampo oltraggiate a Roma: indaga la Digos

Gli inquirenti hanno ascoltato diversi residenti, nessuno però avrebbe visto nulla. Potrebbero essere state le telecamere invece a cogliere l’autore o gli autori della profanazione delle pietre d’inciampo a Trastevere. 
Due raid, in rapida successione, a distanza di qualche centinaia di metri. Al civico 6 di via Dandolo, dove sono state vandalizzate le targhe in ottone in memoria di Michele Ezio Spizzichino e Aurelio Spagnoletto, deportati ad Auschwitz e mai più tornati. E in via Mameli 47, con l’oltraggio alla memoria di altre due vittime del nazifascismo:  
i fratelli Giacomo ed Eugenio Spizzichino. Quattro martiri dell’Olocausto, i cui nomi impressi nei sampietrini placcati sono stati anneriti o con vernice scura o incendiati da una mano che per ora resta sconosciuta e che non si esclude possa aver colpito in entrambi i casi. Le targhe sono state ripulite. Davanti al portone di via Dandolo, fiori a dimostrare che la memoria è più forte dell’odio e dell’intolleranza. La digos visionerà le immagini degli impianti di videosorveglianza alla ricerca di elementi utili alle indagini. Non si sottovaluta il rischio emulazione, altri blitz antisemiti, in un momento in cui l’allerta sicurezza nella Capitale è massima.

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