
L’esercito israeliano ha ucciso a Jabalya, nel nord della Striscia, due capi di Hamas dell’Unità Nukbha che hanno preso parte all’attacco del 7 ottobre. Lo ha annunciato il portavoce militare spiegando che si tratta di Ahmed Musa e Omar Al-Hindi. Insieme a loro è stato ucciso il capo dell’Unità dei cecchini della Brigata nord di Hamas, Mohammed Kahlout. Secondo il portavoce, la notte scorsa sono anche stati uccisi 19 operativi di Hamas. Nel sobborgo di Sheikh Ijlin – parte sud di Gaza City – è stata scoperta una postazione di lancio di razzi collocata vicino a edifici residenziali. “Israele non è uno Stato come l’Italia o la Francia, ma è circondato da nemici e la sua possibilità di sopravvivere dipende dalla deterrenza che mette in atto: se fa paura sopravvive, diversamente muore”. Lo ha detto il ministro della Difesa, Guido Crosetto, rispondendo alla domanda se Israele abbia esagerato nella reazione all’attacco di Hamas dell 7 ottobre. “Se non sapesse difendersi, ora non esisterebbe più – ha affermato -. Se Hamas avesse avuto le stesse armi di Israele, ora non ci sarebbe più nessun ebreo, Israele non esisterebbe più”. Israele deve agire immediatamente per proteggere la popolazione palestinese in Cisgiordania. Lo ha detto venerdì l’Alto commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani, Volker Turk, in una conferenza stampa in Giordania secondo i media internazionali.






