lunedì, Gennaio 19, 2026

L’allarme di Kiev: “Russia pronta ad attaccarci con 800 missili piazzati in Crimea”

La Russia sta concentrando sulla penisola ucraina di Crimea, sul Mar Nero, occupata da Mosca dal 2014, più di 800 missili che intende utilizzare per attaccare il sistema energetico ucraino quest’inverno. Lo ha denunciato l’addetta stampa del comando meridionale ucraino, Natalia Gumeniuk, in un intervento televisivo. “Stiamo parlando in totale di più di 800 missili pronti per essere utilizzati dal nemico nella fase del terrore energetico”, ha detto Gumeniuk, citando informazioni dell’intelligence militare ucraina (Gur). Tra i missili ammassanti sulla penisola spiccano quelli da crociera Kalibr e i missili ipersonici Onyx.   L’Ucraina non dispone di sistemi aerei in grado di intercettare tali missili sulla maggior parte del suo territorio. Ad eccezione della capitale Kiev, dove gli ucraini hanno costruito una sofisticata architettura di difesa aerea moderna con i migliori sistemi ricevuti dall’Occidente, l’Ucraina e’ generalmente vulnerabile ai missili ipersonici russi come l’Onyx o il Kinzhal. L’anno scorso, la Russia ha condotto una massiccia campagna di attacchi aerei contro le reti termiche ed elettriche ucraine che hanno lasciato milioni di ucraini senza luce e riscaldamento nel periodo piu’ freddo dell’anno. Kiev avverte da settimane che la Russia sta ammassando missili per ripetere la campagna quest’inverno, quando le temperature scenderanno sotto lo zero. “Per l’Ucraina si farà tutto quello che serve. Continua tutto l’impegno per i bambini e per gli altri aspetti umanitari” ha detto il cardinale Matteo Zuppi, presidente della Cei, parlando del suo ruolo di inviato del Papa per la pace in Ucraina. “Il Papa ha mantenuto una grande passione di non abituarsi alla guerra”, ha sottolineato il porporato, spiegando che “c’è una attività enorme che continuerà sicuramente. I contatti con le autorità, da una parte e dell’altra, continuano, con il coinvolgimento delle Nunziature, in piena collaborazione quindi con la Segreteria di Stato”. Alla domanda se la guerra in Medio Oriente abbia abbassato i riflettori sull’Ucraina, Zuppi ha risposto: “Per noi no”, “si resta attenti”, “la Chiesa per fortuna ha tutti i riflettori accesi”, ha detto parlando anche di altre zone di crisi come il Sud Sudan e il Nagorno Karabach. “Nella geopolitica – ha detto Zuppi riferendosi alla crisi in Medio Oriente – questo può condizionare, non c’è dubbio. Come Chiesa non smettiamo di avere attenzione” per l’Ucraina e per le altre crisi in corso nel mondo.

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