giovedì, Gennaio 15, 2026

Lazio la prima regione italiana per esportazioni farmaceutiche

Nel Lazio “il settore farmaceutico e’ un settore strategico e anche industriale decisivo” e “realizza il 36 per cento delle esportazioni complessive. Investe, inoltre, circa 400 milioni di euro l’anno in attivita’ di ricerca”. Lo ha detto il presidente di Unindustria, Angelo Camilli, in occasione della presentazione del Policy paper dal titolo “Il settore
farmaceutico e biomedicale nel Lazio: strategie di politica industriale”, realizzato da Unindustria ed Icom-istituto per la Competitivita’, con il contributo della Camera di
commercio di Frosinone e Latina, in corso ora alla Coffee House di Palazzo Colonna a Roma. “Da qualche anno tentiamo di ribadire che la Regione Lazio ha una grande vocazione imprenditoriale e industriale – ha aggiunto -. Abbiamo raccolto dati e analisi del settore farmaceutico e abbiamo redatto un documento che delinea 9 tematiche sulle quali realizzare una politica industriale nella Regione Lazio, con il coinvolgimento anche dell’Europa”, ha concluso Camilli. 

LA NOTA DI UNINDUSTRIA

Il settore farmaceutico e biomedicale è uno dei pilastri dell’ecosistema produttivo laziale.  E’ al primo posto tra le industrie manifatturiere regionali per: valore aggiunto, stipendi distribuiti sul territorio, valore dell’export. Il Lazio è la principale regione esportatrice italiana di prodotti farmaceutici sin dal 2010, con una quota di quasi il 36% del totale nazionale in media annua, e la seconda regione italiana per numero di addetti in ricerca e sviluppo. Questo primato si è confermato anche nel 2022, quando è stato registrato un valore dell’export di €12,7 miliardi (+10,3% sul 2021), e un numero di impiegati nel sistema che supera le 12 mila unità (alle quali si aggiungono altri 14.200 addetti nell’indotto) occupati in più di 230 aziende. Una forza lavoro, inoltre, estremamente qualificata in tutte le diverse fasi della catena produttiva, con il 90% degli occupati in possesso di una laurea o un diploma. Importanti sono stati anche gli investimenti in ricerca e sviluppo, pari a €308 milioni nel 2022, che fanno del Lazio la regione che origina il 17% dei brevetti riconducibili all’ambito farmaceutico italiano. Sono infatti presenti 26 centri di ricerca specializzati nel settore, ai quali si affiancano 8 Università con dipartimenti di biomedicina. Il polo farmaceutico Lazio ha un  ruolo cruciale anche nell’ecosistema sanitario regionale, in quanto le sue attività influenzano direttamente l’erogazione dei servizi sanitari e la spesa in sanità. L’ampia presenza di aziende farmaceutiche nell’area contribuisce in modo significativo all’offerta di farmaci e trattamenti innovativi, assicurando l’accessibilità a terapie avanzate e migliorando l’efficacia delle cure mediche fornite, oltre che contribuire in modo considerevole in termini di indotto e gettito fiscale. Nel 2020 le imprese dell’industria farmaceutica e biomedicale hanno infatti versato imposte per un valore pari a €175 milioni e hanno contribuito con €243,9 milioni di oneri di ripiano (il 9,68% del totale).

9 proposte di policy:

1. Una strategia di medio-lungo periodo per il sistema salute nazionale
2. Accorciare le catene di fornitura, contrastando le dipendenze strategiche
3. Innovazione tecnologica e amministrativa
4. Rilancio degli investimenti pubblici e privati per il potenziamento delle infrastrutture e della logistica
5. Lazio: Zona Logistica Semplificata e Politiche fiscali
6. Una regione “investor-friendly”
7. ITS e competenze – colmare lo skill-gap 
8. Rome Technopole – la necessità di un long-term commitment
9. Istituzionalizzare il confronto – sinergie a supporto del Lazio

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