sabato, Febbraio 24, 2024

Giulia Cecchettin, la nonna: “Siamo in una bolla di dolore, le dedicherò il mio prossimo libro”

La nonna di Giulia Cecchettin non si dà pace per la morte della nipote. Carla Gatto, 75enne, è una scrittrice. Ha presentato un suo libro poche ore fa “Emma è una ragazza del Sud” nel quale la protagonista è vittima di una società patriarcale dove i maschi decidono il destino delle donne. Stanca della violenza del suo patrigno si ribella e, con lo zaino in spalla, scappa al Nord per realizzare i suoi sogni. Mai avrebbe pensato, Carla, che proprio la sua Giulia sarebbe diventata tragicamente il simbolo di questa lotta. “Le dedicherò il mio prossimo romanzo, non meritava un finale così crudele”, dice tra le lacrime. L’esordio pubblico del romanzo di Carla Gatto era programmato da tempo in occasione della Giornata internazionale contro la violenza sulle donne. “Giulia – racconta la nonna al Corriere del Veneto – aveva iniziato a leggerlo. Ma per Giulia non è Emma, per lei non c’è stato un lieto fine e ora abbiamo un dolore devastante da affrontare. La nostra bambina non meritava un finale così crudele”. Ma per uno strano destino, “racconto la storia di questa ragazza che si ribella a una società vecchia. Situazioni di possesso ancora molto frequenti. Basta guardarsi intorno. I personaggi sono inventati, frutto di tante storie vere che ho raccolto negli anni. Situazioni famigliari, ma anche professionali dove alla donna, a parità di ruolo, viene chiesto d’essere un passo indietro rispetto all’uomo: accettare uno stipendio più basso o rinunciare a ricoprire incarichi riservati ai maschi. “Ho iniziato a scriverlo durante il Covid, poi ho deciso di dedicarlo a mia nuora Monica, mancata circa un anno fa. Il prossimo lo dedicherò a Giulia. Ho già in mente la storia…”. La nonna non riesce a trattenere le lacrime. “Giulia era meravigliosa – ricorda – Aveva sempre il sorriso. Amava il disegno, i fumetti. Mi mostrava le sue creazioni e mi raccontava che aveva iniziato questo corso. Era contenta di laureasi in Ingegneria biomedica”. Ma i ricordi non bastano ad alleviare la sofferenza: “Non è facile. Ora, noi siamo chiusi in una bolla di dolore”. Carla Gatti dice di non sapere ancora cosa provare per Filippo: “Sentire un sentimento di rabbia è inevitabile. Provare odio non è, però, utile a nessuno. L’odio ci logora inutilmente.

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