sabato, Febbraio 24, 2024

Omicidio Michelle Causo, le ricerche sul web del 17enne reo confesso: “Come accoltellare in punti vitali”

Il 17enne reo confesso dell’omicidio della coetanea Michelle Causo, la ragazza uccisa con un coltello in un appartamento del quartiere di Primavalle a Roma il 28 giugno scorso, avrebbe studiato attraverso ricerche sul web come assassinare la giovane. È quanto emerge – come riporta il Corriere della Sera – dal decreto di giudizio immediato con cui il gip del Tribunale dei minori ha mandato a processo il 17enne. Si parla di “reiterate ricerche” sul Web su “come accoltellare in punti vitali”.
Le ricerche sul web Il giovane avrebbe organizzato il delitto nel dettaglio. Per questo i giudici gli contestano la premeditazione nell’assassinio della ragazza, oltre all’occultamento e il vilipendio di cadavere. Come ricostruito dalle indagini, il ragazzo avrebbe deciso di uccidere Michelle Causo già il giorno prima del delitto, il 27 giugno, quando sul web aveva cercato informazione su come sferrare colpi letali a una persona. Quel giorno chiamò la ragazza per darle appuntamento ma i suoi intenti sfumarono quando la giovane si presentò accompagnata dal suo cane. Una presenza che aveva in qualche modo scombussolato il progetto del ragazzo.
L’omicidio Il giorno dopo invece, il ragazzo uccise Michelle Maria Causo nel suo appartamento provando poi a liberarsi del corpo senza vita lasciandolo dentro un carrello della spesa, in una zona abbandonata. La vittima aveva 17 anni. Secondo quanto reso noto rubarle la droga, i pochi spiccioli che portava con sé e di non pagarle il debito da 60 euro che con lei aveva contratto. “Abbiamo avuto una lite e poi la discussione è degenerata”
La famiglia chiede giustizia “La mamma di Michelle si affida alla giustizia – spiegano, citati dal quotidiano La Repubblica, i legali che rappresentano i genitori della giovane vittima, gli avvocati Claudia Di Brigida e Antonio Nebuloso – ha chiesto sempre e solo di conoscere la verità. Non conosciamo gli atti di indagine ma la famiglia ha sempre contestato la versione dell’imputato. L’imputazione va nella direzione ipotizzata: Michelle non ha aggredito nessuno e il suo omicidio è stato pianificato e realizzato barbaramente”.

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