venerdì, Febbraio 23, 2024

Israele, Netanyahu: “Nessuna forza internazionale a Gaza”

La guerra in Medioriente giunge al giorno 60. Secono il premier israeliano Benjamin Netanyahu, “allo stato attuale non è possibile riportare a casa tutti gli ostaggi” e avverte: “nessuna forza internazionale a Gaza”. Intanto prosegue l’offensiva di Israele nella Striscia. Secondo l’esercito israeliano, almeno 15mila palestinesi sono morti dal 7 ottobre, di cui circa 5mila sono militanti di Hamas. Per le autorità di Gaza invece, nella Striscia i morti sarebbero più di 16mila. Le autorità palestinesi precisano che il 70% delle vittime sono donne e bambini. Per l’Onu la situazione a Gaza è “apocalittica”. “Troppi civili innocenti sono stati uccisi a Gaza”, afferma il consigliere per la Sicurezza americano, Jake Sullivan. Ma secondo il portavoce dell’esercito israeliano, il rapporto di due civili palestinesi morti nella Striscia di Gaza per ogni militante di Hamas ucciso è “tremendamente positivo”, date le sfide del combattimento urbano. L’esercito israeliano ha circondato da ieri la casa del leader di Hamas, Yahya Sinwar, a Khan Yunis (Gaza): lo riporta Haaretz, che cita il canale saudita Al-Arabiya Channel. Ufficiali della sicurezza israeliana ritengono che potrebbe volerci fino a un mese prima che venga esercitata una pressione militare sufficiente su Hamas affinché si apra una nuova finestra per una tregua e il rilascio di altri ostaggi prigionieri a Gaza. Lo ha riferito la Radio Militare. Israele ha revocato il visto al coordinatore umanitario delle Nazioni Unite, Lynn Hastings. Lo ha annunciato su X il ministro degli Affari esteri israeliano, Eli Cohen. “Non rimarremo più in silenzio di fronte ai pregiudizi delle Nazioni Unite”, ha scritto in un post. In dettaglio, secondo il ministro, Hastings non si è pronunciata contro Hamas per gli atti commessi durante l’attacco del 7 ottobre.

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