
La guerra in Medioriente giunge al giorno 87. Almeno il 40% della popolazione della Striscia di Gaza è a rischio carestia, secondo l’Agenzia Onu per il soccorso e l’occupazione dei rifugiati palestinesi (Unrwa). Uno dei fondatori dell’ala militare di Hamas, Abdel Fattah Ma’ali, è stato ucciso in un bombardamento israeliano a Gaza. Per il premier israeliano Benjamin Netanyahu, “la guerra proseguirà ancora per molti mesi. L’obiettivo è riprendere il controllo della zona di confine tra la Striscia di Gaza e l’Egitto”. Poi lancia un monito: “Noi assestiamo duri colpi agli Hezbollah. Se loro estenderanno la guerra, subiranno colpi che nemmeno si immaginano. Lo stesso vale per l’Iran”. Ucciso a Gaza un comandante Hamas che guidò l’attacco ai kibbutz. Gli Stati Uniti ritireranno nei prossimi giorni il gruppo d’attacco della portaerei Gerald Ford dal Medioriente, dopo più di due mesi di presenza nel Mar Mediterraneo. Lo riferisce ABC News, citando genericamente due funzionari statunitensi. La Ford è la portaerei più nuova e più grande della marina statunitense, e si stava avvicinando alla fine del suo primo dispiegamento operativo quando è stata reindirizzata verso il Mediterraneo orientale il giorno dopo l’attacco di Hamas del 7 ottobre. L’esercito israeliano ha deciso di riportare nel territorio nazionale cinque brigate (di cui una composta da riservisti) che erano impegnate in operazioni di terra nella Striscia di Gaza. Lo ha annunciato la radio militare secondo cui la decisione – che a quanto pare sarà realizzata nei prossimi giorni – è stata presa in seguito a un esame della situazione sul terreno. Secondo i media nell’ultima settimana sono molto calati i lanci di razzi da Gaza verso Israele. La televisione commerciale Canale 13 ha appreso da fonti militari che questo ridispiegamento riguarda il settore nord della striscia di Gaza.








