
Èstata recuperata la salma di Marco Pecoraio, l’escursionista 58enne di Roma che ieri mattina è precipitato in un dirupo facendo un volo di 300 metri mentre percorreva il sentiero che collega Pizzo Cefalone e Monte Portella, oltre i 2500 metri, un passaggio particolarmente pericoloso verso la vetta più alta della dorsale occidentale del Gran Sasso. A dare l’allarme dell’incidente attorno alle 13 di ieri è stato il compagno di escursione Giorgio Falasca, romano di 47 anni, che d’un tratto non ha visto più l’amico. Il 47enne è stato tratto in salvo illeso, non prima delle 18 a causa del maltempo.
La salma dell’alpinista era stata individuata nel tardo pomeriggio di ieri dopo le ricerche del soccorso alpino civile e quello della Guardia di Finanza, dei vigili del fuoco e del 118, ma a causa delle cattive condizioni atmosferiche e del buio, le operazioni erano state interrotte, dopo la messa in sicurezza del corpo.
Riprese stamane le attività di recupero della salma sono andate a buon fine in giornata, quando l’elisoccorso del 118 dell’Aquila è riuscito ad abbassarsi col diradarsi della nebbia. Il corpo senza vita di Marco Pecoraio si trova ora nell’obitorio dell’ospedale San Salvatore all’Aquila.






