
morto a Roma Bruno Peverini, uno degli ultimi partigiani, nome di battaglia ‘Marasca’. È stato tra i fondatori nell’ottobre del 1943 dei Gap, i Gruppi di azione patriottica. Aveva 96 anni e dalla fine della guerra viveva con la famiglia – la moglie Luisa e i figli Luca, Alessandro e Luana – a Ostia. La Cgil di Roma e del Lazio lo ricorda in una nota ed esprime ‘profonda tristezza’ per la sua scomparsa. ‘Bruno ha dedicato la sua vita a lottare per un Paese più giusto e solidale e a difendere i valori della nostra Costituzione, nata dalla Resistenza. A partire dal dopoguerra ha abbracciato anche la causa del lavoro e dei diritti dei lavoratori militando nella Cgil e in particolare, negli anni Settanta, nella Filt Cgil, di cui fu membro della segreteria regionale e del consiglio generale nazionale’, si legge nella nota in cui la Cgil partecipa al dolore della famiglia. Malgrado l’età e la malattia, Bruno Peverini ha pubblicato a dicembre un libro sulla sua vita e sulla storia di Ostia e dell’Italia, in precedenza aveva collaborato al libro ‘Acilia partigiana’ sulla resistenza ai nazifascisti nel litorale romano. Peverini era nato nel 1927 a Ostra, in provincia di Ancona, durante la guerra è stato staffetta partigiana sulle montagne nel Nord Italia. Ha lavorato come autoferrotranviere a Roma alla Stefer, poi Atac. Si è impegnato in politica nel Pci e nella Cgil negli anni ’50 e ’60. Negli anni di piombo fu strenuo difensore dei valori della Costituzione e delle regole democratiche e della convivenza civile durante il contrasto tra il sindacato e le Br e nella lotta al terrorismo di stampo fascista. Fu europeista ante litteram con Enrico Berlinguer e, dopo la fine del Pci, si impegnò per quanto possibile per tenere unita la sinistra.






