
Le edicole negli ultimi quindici anni stanno chiudendo una dopo l’altra e le rilevazioni di Unioncamere confermano una tendenza inarrestabile. Le strutture aperte nel nostro paese censite lo scorso 30 settembre sono 13495, 2667 in meno del 2019. Il Lazio segue la scia nazionale. 1464 punti vendita dedicati, 360 in meno di cinque anni fa. Se si analizza il tracciato provinciale, in filigrana si legge la storia delle crisi degli ultimi anni e della povertà editoriale della regione. Regge meglio di tutti Latina con 118 edicole aperte e 14 chiusure dal 2019. Seguono Frosinone con 100 edicole aperte e 19 chiusure, Viterbo con 84 aperte e 18 chiuse e Rieti con 24 aperte (6 chiuse), vicina alla desertificazione. Roma con la sua area metropolitana per quantità si pone molto al di sopra con 1138 edicole “vive”, tuttavia perde 303 edicole, il segno negativo più consistente. Nonostante negli ultimi anni lo Stato abbia previsto bonus di vario tipo e sgravi fiscali per i giornalai, non si inverte la rotta, in un settore in cui le donne in Italia gestiscono 4 edicole su 10 (più del 37%), mentre i giovani sono mosche bianche (5,9%). Una fotografia del genere costituisce un’ipoteca pesante sulla tenuta industriale dell’informazione cartacea, ancora oggi un presidio di democrazia del nostro paese.






