
Un’udienza fiume, più di sei ore, Camilla Marianera in carcere da quasi un anno con l’accusa di corruzione in atti giudiziari assiste in aula. La Procura, che ha chiesto e ottenuto il giudizio immediato, ha depositato cinque ulteriori intercettazioni che risalgono al gennaio 2023, pochi giorni prima dell’arresto della praticante avvocata accusata – insieme al compagno Jacopo De Vivo – processato con il rito abbreviato – di avere ‘venduto’ notizie coperte dal segreto istruttorio. Informazioni ricevute da una talpa, un funzionario di piazzale Clodio – ancora non identificato – a cui – secondo i magistrati – la coppia avrebbe pagato 300 euro a richiesta. Nel mirino della pm Giulia Guccione è finito ancora una volta l’alibi della praticamente avvocata. Gli appuntamenti dal dentista nei giorni in cui, invece, secondo l’accusa la 28enne si sarebbe incontrata con i suoi clienti. In aula sono stati sentiti altri dipendenti e collaboratori dello studio odontoiatrico. E poi i carabinieri che hanno condotto le indagini. In base le celle telefoniche – hanno ribadito in aula – l’imputata era altrove. Di parere diverso la difesa. Marianera sarà sentita in aula a febbraio.






