
Se Ciro Immobile alla guida del suo suv fosse andato più piano nel superare l’incrocio di piazza Cinque Giornate alle 8 del mattino dello scorso 16 aprile avrebbe potuto evitare lo scontro con il tram 19.
E’ questa la conclusione a cui è giunto l’ingegner Mario Scipione, perito nominato dal gip Roberto Ranazzo, per dirimere l’attribuzione della responsabilità dell’incidente nel quale sono rimasti feriti oltre ai due conducenti indagati anche le figlie del calciatore e numerosi passeggeri del veicolo pubblico.
Immobile viaggiava a 65 chilometri orari invece di tenersi al di sotto del limite dei 50, per maggior prudenza essendo in corrispondenza di un incrocio. Per questo non ha avuto il tempo ne’ il riflesso di frenare per non impattare nel tram, che a sua volta avrebbe avuto a sua disposizione solo 12 secondi per disimpegnare l’incrocio.
Accertato che il semaforo era perfettamente funzionante, e’ stato impossibile stabilire chi dei due sia passato con il rosso. Su nove possibili testimoni solo uno ha affermato con certezza che ad essere passata con il verde e’ stata la vettura pubblica. Gli altri otto non hanno saputo confermare. Per questo motivo il tema della velocità è diventato dirimente.






