
Erano accusate di spaccio di droga ma hanno beneficiato del perdono giudiziale e quindi non andranno a processo due delle ex amiche di Sara, nome di fantasia, la sedicenne stuprata da sei ragazzi nella notte di capodanno 2020 in una villetta di Primavalle, periferia est della Capitale. Hanno capito l’errore, ha detto in aula il gup del Tribunale dei minori che ha creduto nel loro pentimento pur riconoscendo che il reato è stato commesso. All’epoca una aveva 17 anni, l’altra 14. Il giudice ha rinviato invece a giudizio altri accusati dello stupro. Tutti da poco maggiorenni. Si tratta di due ragazzi e una ragazza, quest’ultima, insieme al fidanzato partecipò al rapporto a tre in cui c’era la vittima. Intanto il prossimo primo febbraio presso il Tribunale ordinario riprenderà il processo a Patrizio Ranieri, 21 anni, finora l’unico accusato di aver violentato Sara. Finito agli arresti domiciliari nel gennaio del 2021, dopo poco meno di due anni è tornato libero non avendo altri precedenti specifici. Ma non è ancora prevista l’udienza in cui sarà ascoltato per la prima volta, dice il suo legale Valentina Bongiovanni. Il primo febbraio saranno invece ascoltati il padre di Sara, un carabiniere, una psichiatra, un tecnico della difesa della vittima e la presidente dell’associazione bon’t worry, Bo Guerreschi cui è stata affidata la ragazza stuprata per il suo percorso di recupero. “Mi auguro – dice Guerreschi – che la giustizia sia giusta per riportare la fiducia verso la magistratura”.






