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lunedì, Giugno 17, 2024

Processo Diabolik, sotto la lente l’agenda di Piscitelli

“Il 3 luglio alle ore 14 dall’analisi del cellulare emerge che Fabrizio Piscitelli va in Pronto Soccorso, vi risulta”? chiede l’avvocato Gian Domenico Caiazza, difensore di Raul Esteban Calderon, a processo con l’accusa di essere il killer di Diabolik.
“Non sono in grado di confermarlo”, risponde Ilaria Guidi, ispettrice di Polizia e teste della Procura. Il controesame si sposta poi sull’agenda del capo ultrà della Lazio. Il 7 agosto del 2019, giorno del delitto, la pagina è vuota, ma al 3 luglio risulta un appunto cancellato con due righe: ore 18 e 45, appuntamento Furfante. Il Furfante – per l’accusa – sarebbe Alessandro Capriotti. Le posizioni di Capriotti, Giuseppe Molisso e Leandro Bennato, come mandanti dell’agguato al Diablo, sono state archiviate. 
“Questo incontro c’è stato o no?, incalza il legale dell’imputato. “Riteniamo di sì” risponde la Guidi. L’auto del genero di Piscitelli viene localizzata al Parco degli acquedotti, ricorda la poliziotta. L’altro difensore di Calderon, Eleonora Nicla Moiraghi, porta all’attenzione della Corte un vocale inviato da Piscitelli, sempre il 3 luglio alle 16: il capo ultrà della Lazio parla di un “napoletano” con cui aveva discusso e che dice di dover incontrare il giorno dopo. Un personaggio su cui non sono stati fatti accertamenti investigativi, così come su altri due nomi: Emiliano e Alessio, sottolineano gli avvocati. 
Difensori dunque all’attacco per far emergere le eventuali falle nelle indagini e l’inattendibilità di Rina Bussone, ex compagna di Calderon. la supertestimone ha raccontato che fu proprio l’argentino a confidarle di aver ucciso Piscitelli.

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