sabato, Febbraio 24, 2024

Ventennale dell’istituzione del Giorno del Ricordo

“Per troppo tempo le sofferenze patite dagli italiani giuliano-dalmati con la tragedia delle foibe e dell’esodo hanno costituito una pagina strappata nel libro della nostra storia. Per molte vittime, giustiziate o infoibate, l’unica colpa fu quella di essere italiani”. Le parole del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, rappresentano, per ogni istituzione di questo Paese, non solo un invito ma un vero e proprio obbligo al ricordo, alla memoria, per squarciare quel velo di oblio che per troppi anni ha coperto gli orrori compiuti dai partigiani titini sul confine orientale alla fine della seconda guerra mondiale. Contro ogni forma di negazionismo, il comune di Civita Castellana organizza, in occasione del ventennale dell’istituzione della Giornata del Ricordo (legge 92 del 30 marzo 2004) in memoria della tragedia delle foibe e dell’esodo dalle loro terre di istriani, fiumani e dalmati, due iniziative. Sabato 10 febbraio alle ore 9 il sindaco Luca Giampieri posizionerà una corona in memoria delle vittime delle foibe presso il monumento dei caduti in via Gramsci. Lunedì 19 febbraio, alle ore 17,30, presso la biblioteca comunale “Enrico Minio” si terrà la presentazione del libro “Eredità colpevole” di Diego Zandel (edizioni Voland), alla presenza dell’autore e del presidente nazionale del Comitato 10 Febbraio, Silvano Olmi. Modera l’incontro Alessandro Esposito. Ingresso libero. La trama Guido Lednaz, giornalista e scrittore figlio di profughi fiumani, si interessa all’omicidio del giudice La Spina, rivendicato da un gruppo di estrema destra per il contributo dell’uomo all’assoluzione del criminale di guerra titino Josip Strčić (personaggio liberamente ispirato a Oskar Piškulić, capo della polizia politica di Tito autore degli eccidi nelle foibe). Seguendo varie piste investigative e rimettendosi in contatto con figure del suo passato, Lednaz ripercorre una delle pagine più sanguinose della storia presentando il resoconto delle atrocità della Seconda guerra mondiale e il conseguente esodo di un intero popolo. Un’avvincente indagine dalle tinte noir, condotta tra Roma e Trieste, che porterà il protagonista a una drammatica verità. L’autore Diego Zandel, figlio di esuli fiumani, è nato nel campo profughi di Servigliano nel 1948. Ha all’attivo una ventina di romanzi, tra i quali Massacro per un presidente (Mondadori 1981), Una storia istriana (Rusconi 1987), I confini dell’odio (Aragno 2002, Gammarò 2022), Il fratello greco (Hacca 2010), I testimoni muti (Mursia 2011). Esperto di Balcani, è anche uno degli autori del docufilm Hotel Sarajevo, prodotto da Clipper Media e Rai Cinema (2022).

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