
Il premier israeliano Netanyahu ordina di preparare i piani per evacuare i civili dall’area di Rafah, nel sud della Striscia e il presidente dell’Anp Abu Mazen avverte: “E’ una minaccia reale di sfollamento del popolo palestinese dalla sua terra”. Intanto forze di sicurezza egiziane sono arrivate al valico di Rafah per proteggere ulteriormente il confine, dove, a solo un paio di chilometri, sono ammassati quasi due milioni di palestinesi spinti a sud dai bombardamenti israeliani. Gli Stati Uniti sferrano in Yemen sette attacchi di “autodifesa” contro droni marini e missili da crociera mobili antinave Houthi, che erano pronti per essere lanciati nel Mar Rosso. Al Jazeera afferma che è salito ad almeno 15 morti il bilancio dei bombardamenti israeliani effettuati ieri sera sulla città di Rafah, nel sud della Striscia di Gaza. Oltre alle 11 vittime già riportate dall’agenzia palestinese Wafa, l’emittente araba riporta di altri quattro morti e diversi feriti per un attacco contro un edificio residenziale del quartiere orientale di al-Geneina. Il capo della Cia, William Burns, sarà al Cairo la prossima settimana per incontri con funzionari egiziani in merito agli sforzi per un nuovo accordo per assicurare il rilascio degli ostaggi nelle mani di Hamas. Lo riporta Axios citando alcune fonti, secondo le quali Burns è l’uomo chiave di Joe Biden negli sforzi per la liberazione degli ostaggi e una pausa nei combattimenti. L’invio di Burns al Cairo mette pressione – osserva Axios – sui mediatori del Qatar e dell’Egitto per spingere Hamas verso un accordo ragionevole.







