martedì, Febbraio 27, 2024

Strage in famiglia nel Palermitano, i presunti complici dell’omicida: “Innocenti, non siamo mostri

I complici di Giovanni Barreca, autore della strage familiare di Altavilla Milicia (Palermo), sono anche loro due fanatici religiosi. Si tratta di una coppia, Sabrina Fina e Massimo Carandente, fermati dai carabinieri domenica sera. I due avrebbero conosciuto Barreca durante incontri di preghiera in una chiesa evangelica. Come per il muratore 54enne reo confesso dei delitti della moglie e dei due figli di 5 e 16 anni, le accuse sono di omicidio plurimo e soppressione di cadavere. Al loro avvocato, i due si sono dichiarati innocenti: “Non siamo dei mostri”, avrebbero ripetuto. Sabrina Fina ha 42 anni, è palermitana e porta avanti piccoli lavoretti come venditrice online di prodotti alimentari e cosmetici naturali. Massimo Carandente, 50 anni campano, è disoccupato. L’ossessione per la religione salta all’occhio se si guardano i profili social dei due, indagati per aver istigato Barreca a uccidere i suoi per liberare la casa dal demonio. “Satana sta usando i pastori corrotti” o “Quando il popolo di dio prega, il diavolo trema”, scriveva Carandente in alcune delle decine di post dedicati ad argomenti religiosi e a sedicenti pastori e guaritori. “I miei clienti non sono mai stati interrogati. Li hanno tenuti in caserma per ore, loro hanno chiesto spiegazioni ma gli è stato risposto che non ne avrebbero avute. Poi sono stati fermati. Io li ho visti oggi, sono confusi e si professano innocenti”. Lo dice Vincenzo Sparti, il legale della coppia. Il penalista, che ha incontrato in carcere i due, non avrebbe ancora avuto copia del provvedimento di fermo. “Farò indagini difensive per verificare diverse cose – spiega – ad esempio i reali rapporti tra i miei assistiti e Barreca. A me risulta che si conoscessero appena”. Un rapporto, quello tra i due fermati e l’uomo, che secondo gli investigatori avrebbe alimentato l’ossessione mistica del muratore, anche lui un fanatico religioso. Sarebbero stati i due, che vivono a Palermo, a istigarlo a uccidere i familiari (Angela Salamone e i due figli Kevin ed Emanuel) per liberare la casa da presenze demoniache e poi a partecipare materialmente ai delitti. Alla coppia accusata di complicità nei delitti i carabinieri sono arrivati grazie alle analisi dei cellulari del muratore e ad alcune testimonianze. L’unica sopravvissuta alla strage è stata la figlia 17enne di Barreca, ora affidata a una comunità. La notte tra sabato e domenica è stato il muratore a chiamare i carabinieri. “Ho ucciso la mia famiglia – ha detto -. Venite a prendermi”. Nell’abitazione dell’uomo ad Altavilla Milicia i militari hanno trovato i cadaveri dei bambini, probabilmente strangolati. Uno era legato a una catena. n un’altra stanza, sotto shock, c’era la superstite in stato confusionale. I resti della terza vittima sono stati trovati bruciati e sepolti a poca distanza dall’abitazione. Secondo i primi rilievi, ma l’autopsia darà risposte più precise, la moglie sarebbe stata assassinata giorni fa, i figli venerdì. Barreca e la superstite, dunque, sarebbero stati giorni con i cadaveri in casa.

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