
Il Pentagono ribadisce che stanziare i fondi per il Paese invaso è “cruciale” perché “se Kiev perde, la Nato dovrà combattere contro la Russia”. La Difesa americana valuta inoltre se attingere dalle sue scorte per fornire armi e munizioni all’Ucraina, dal momento che “non ha più fondi a disposizione”. Gli Usa si dicono poi favorevoli a un utilizzo degli asset russi congelati a favore dell’Ucraina, ma “ogni nazione deve decidere per se stessa, è una decisione sovrana”. Intanto la Russia fa sapere che è riuscito il lancio del missile balistico nucleare intercontinentale Yars. Putin, nel suo discorso alla nazione, afferma: “Tutto quello che l’Occidente sta escogitando porta veramente alla minaccia di un conflitto con armi nucleari e quindi all’annientamento della civiltà”. La Corea del Nord potrebbe aver bloccato la spedizione di munizioni via mare alla Russia, secondo il giornale sudcoreano Nk News. L’operazione sarebbe stata sospesa a causa dell’interruzione della produzione in Corea del Nord o di altri problemi logistici. Nelle ultime settimane nei porti russi non sono apparse navi cariche di munizioni. Finora le quattro navi Angara, Maia-1, Maria e Lady R hanno trasportato munizioni in Russia completando almeno 32 viaggi. L’ultima visita della Maia-1 al porto nordcoreano di Rason è avvenuta il 12 febbraio. Gli Usa sono favorevoli a un utilizzo degli asset russi congelati a favore dell’Ucraina, ma “ogni nazione deve decidere per se stessa, perché è una decisione sovrana”. Lo ha detto il portavoce del Consiglio per la Sicurezza nazionale John Kirby, precisando però che il presidente americano “non ha l’autorità per farlo, spetta al Congresso”.







