
Un nuovo naufragio è avvenuto nel Mediterraneo, dove la Guardia costiera tunisina ha soccorso 34 migranti e recuperato due cadaveri. I dispersi potrebbero essere oltre 30. I sopravvissuti, riferisce l’agenzia di stampa Tap, hanno raccontato alla Guardia costiera di Zarzis che “circa 70 persone erano partite dalla costa di un paese vicino prima che la loro imbarcazione affondasse”. La Tunisia e la Libia sono i principali punti di partenza in Nord Africa per migliaia di migranti illegali, che ogni anno rischiano la vita nella speranza di una vita migliore in Europa. Un altro centinaio di persone è in pericolo nel Mediterraneo centrale. La segnalazione arriva da Alarm Phone che parla di una imbarcazione sovraffollata con circa 100 persone a bordo in balia del mare a causa di un’avaria al motore. “Le autorità italiane – afferma la ong – devono intervenire immediatamente e avviare un soccorso”. La nave Ocean Viking, che ha bordo 359 migranti ed era diretta verso il porto assegnato di Ancona, ha cambiato rotta e si dirige verso il porto di Catania. Lì, riferisce su X il giornalista di Radio Radicale Sergio Scandura, saranno effettuate “massicce evacuazioni mediche d’urgenza per i 23 sopravvissuti a bordo”, soccorsi dalla nave di Sos Mediterranee dopo un naufragio che ha visto morire almeno 50 persone. I presidi ospedalieri catanesi sono mobilitati per garantire l’assistenza medica necessaria. In questi primi 75 giorni del 2024, sono già 249 i migranti morti nel Mediterraneo: “Un vero bollettino di guerra destinato ad incrementare i suoi numeri”, sottolineano le Acli. Lo scorso anno – secondo l’Organizzazione internazionale per le migrazioni – sono state 2.498 le persone morte o disperse nel tentativo di trovare condizioni di vita migliori, con un aumento del 75 per cento rispetto al 2022. Il ministro dell’Interno italiano Matteo Piantedosi, parlando della nuova tragedia del mare, ha ribadito che questi episodi sono la prova che “l’immigrazione irregolare va fermata alla partenza, non è così che si gestisce”. I dati degli arrivi indicano tuttavia una contrazione per il sesto mese consecutivo, con l’azzeramento dei flussi dalla Tunisia: “segno che qualcosa sta funzionando”, secondo il ministro. Piantedosi ha poi annunciato che il Governo è pronto a mandare in soffitta la contestata garanzia finanziaria da 5mila euro chiesta ai richiedenti asilo per evitare il trattenimento in un centro in attesa dell’esito della domanda di protezione. Ed ha aggiunto che si sta ragionando su un intervento per graduare l’importo previsto dal decreto legge dello scorso settembre, il cosiddetto decreto Cutro, su cui la stessa Corte di cassazione ha espresso seri dubbi e che attende la pronuncia della Corte di giustizia dell’Unione europea.






