
Cari fratelli e sorelle, vi confesso che quando vengo al Bambino Gesù provo due sentimenti contrastanti: provo dolore per la sofferenza dei bambini malati e dei loro genitori; ma allo stesso tempo provo grande speranza, vedendo tutto quello che li si fa per curarli, Grazie!”. Ancora una volta le parole di Papa Francesco sono affidate a Mons. Ciampanelli, officiale della Segreteria di Stato. I problemi con la voce rimangono, ma Bergoglio non ha voluto mancare l’udienza con medici, infermieri e pazienti dell’Ospedale Bambino Gesù, che cento anni fa, nel 1924, veniva donato a Pio XI Ratti, divenendo nell’immaginario collettivo “l’ospedale del Papa”. 55 anni prima, la marchesa Salviati aveva avuto l’idea di creare, su modello francese, un ospedale solo per bambini. Anche i suoi figli accolsero l’idea donando il proprio salvadanaio ed il 19 marzo 1869 con il ricovero di 4 bambine in una stanza in via delle Zoccolette n° 12 iniziava l’avventura, subito appoggiata come primo ulteriore finanziatore dal Cardinale Giacomo Antonelli, potente e lungimirante Segretario di Stato di Pio IX. Una realtà divenuta eccellenza internazionale. Nel discorso di Bergoglio ricordato quel salvadanaio, ma ha sottolineato soprattutto le aspettative di tante famiglie “Il vostro – ha scritto – non è un lavoro come tanti ma è una missione”, spronando soprattutto medici, infermieri, tecnici ed infermieri all’eccellenza nella ricerca biomedica che diventi attenzione speciale verso i più fragili, “perché la malattia di un bambino sappiamo che coinvolge tutti i suoi familiari”. “Per questo la consolazione – ha specificato – arriva pure dalla vostra gentilezza e vicinanza”.






