domenica, Maggio 19, 2024

Gli atenei in rivolta, ‘alla Sapienza rischio anarchici’ 

Scontri, arresti, sciopero della fame. Il furgoncino della polizia parcheggiato al varco 1 dell’Università La Sapienza di Roma, a piazzale Aldo Moro, suggerisce l’immagine di un ateneo in rivolta e in stato d’allerta, ancora di più dopo le tensioni di ieri. I ragazzi ribadiscono le loro richieste partendo dall’imprescindibile “stop agli accordi con Israele e le industrie belliche”. Dopo gli scontri di ieri, ai quali secondo la polizia erano presenti almeno cinque anarchici “estranei ai contesti universitari” e un palestinese dell’Unione democratica arabo palestinese (Udac), i presidi dei ragazzi alla Sapienza rimangono: la tendopoli sul pratone e gli studenti incatenati davanti al rettorato sono il segno che la protesta prosegue. Ieri erano Martina e Letizia, incatenate, oggi sono Francesca e Leonardo, che alla loro lotta aggiungono un altro atto di protesta: lo sciopero della fame. In un appello spiegano le motivazioni del loro gesto e invitano “democratici, pacifisti e società civile a sostenere le richieste di studenti e accademici nelle università per fermare il genocidio in Palestina”. Sono in sciopero della fame perché l’Italia “non è ancora disposta ad adoperarsi per costruire le condizioni per la pace”, spiegano.  E si trovano davanti al rettorato della Sapienza “perché è dal cuore della più grande università d’Europa che ottenere un passo indietro da chi è complice di un genocidio può produrre un importante cambiamento”. La protesta proseguirà a oltranza fino a quando “la rettrice Antonella Polimeni non ascolterà le nostre richieste”, fa sapere Francesca mentre è incatenata al totem con accanto una bandiera della Palestina. E messaggi di solidarietà firmati Cambiare Rotta arrivano dalle università di tutta Italia, da Torino a Bari, tutti risvegliati da questa primavera di militanza. Nella stessa giornata, alcuni studenti di Spazio Catai e Potere al Popolo hanno occupato un’aula dell’Università di Padova per rinnovare la richiesta alla rettrice Daniela Mapelli di discutere una mozione relativa al boicottaggio accademico di Israele. Mettere in discussione le partnership di ricerca come hanno fatto Torino, Pisa, Bari. Alla Sapienza, riuniti in una conferenza stampa davanti agli amici in sciopero della fame, gli studenti e le studentesse di gruppi e collettivi hanno dato appuntamento per domani pomeriggio “a una grande assemblea pubblica” sul pratone dell’università. Vorrebbero, in questa sede, un confronto con Polimeni perchè, dicono, “non è accettabile che fugga dal dialogo con la sua comunità”. Tra le mani reggono uno cartello con su scritto “Stella libera, Mohammed libero”, i due manifestanti arrestati nel corso delle proteste durante il senato accademico nelle quali sono rimasti feriti 27 agenti. La prima è accusata di resistenza a pubblico ufficiale e lesioni, mentre il secondo di danneggiamento aggravato per essere salito su un’auto della polizia. Entrambi sono tornati liberi nelle prime ore del pomeriggio su disposizione dei giudici che hanno però convalidato gli arresti senza disporre misure cautelari. Stella in aula ha rigettato ogni accusa. Per i ragazzi di Sapienza for Palestine, inoltre, “è pretestuoso continuare a parlare di un assalto al commissariato che non c’è stato”. La tensione negli atenei è alta. Domani nella Conferenza dei rettori si discuterà un documento sulla sicurezza redatto da un gruppo di lavoro. Per il 24 aprile, inoltre, è previsto un comitato per l’ordine e la sicurezza con il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi e la ministra dell’Università Anna Maria Bernini che conferma la linea dei giorni scorsi: proteste legittime, violenze no. Per questo motivo, in base a quanto si apprende da fonti qualificate, il comitato convocato si conferma, quindi, utile anche alla luce delle infiltrazioni degli anarchici tra gli studenti. Dal Viminale la linea è quella ribadita da tempo: non sono in programma modifiche in senso restrittivo nella gestione dell’ordine pubblico negli atenei. C’è, da parte delle forze di polizia, massima attenzione sui gruppi di area antagonista ed anarchica che puntano a cavalcare la protesta universitaria alzando il livello degli scontri di piazza.

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