martedì, Maggio 21, 2024

Saman, i giudici: “Non fu uccisa per il no alle nozze combinate”. L’esecutrice del delitto potrebbe essere stata la madre

“Se vi è un dato che l’istruttoria e la dialettica processuale hanno consentito di chiarire è che Saman Abbas non è stata uccisa per essersi opposta a un matrimonio combinato/forzato”.  E’ quanto si legge nelle oltre 600 pagine delle motivazioni della sentenza della Corte di assise di Reggio Emilia sull’omicidio della 18enne pachistana, avvenuto nella notte tra il 30 aprile e il primo maggio 2021 a Novellara. La Corte a dicembre ha condannato all’ergastolo il padre e la madre e a 16 anni lo zio. Per i giudici, in particolare, i genitori Abbas Shabbar e Shaheen Nazia hanno “letteralmente accompagnato la figlia a morire e non si esclude che sia stata la madre l’esecutrice materiale”. Sono oltre 600 le pagine delle motivazioni della sentenza della Corte di assise di Reggio Emilia in cui vengono motivate le responsabilità del padre e della madre di Saman Abbas. La decisione di uccidere Saman Abbas sarebbe stata concordata dai genitori nel corso delle telefonate con lo zio Danish Hasnain: e questo lo dimostrerebbero le condotte dei due in occasione dell’uscita di casa con la figlia, documentate dalle telecamere la notte del 30 aprile 2021. “Anzitutto il fatto che – lo si può affermare con sconfortante certezza – gli imputati Abbas Shabbar e Shaheen Nazia abbiano letteralmente accompagnato la figlia a morire. Può dirsi indiziariamente accertata la comune volontà degli imputati di commettere l’omicidio della loro stessa figlia, la presenza di entrambi sul luogo del delitto, e il comprovato apporto fornito alla realizzazione dell’evento”, si legge. Per i giudici (presidente Cristina Beretti, estensore Michela Caputo) “eloquenti ed espressivi” sono le movenze e il contegno dei due, ripresi dalle telecamere del casolare di Novellara, la notte del 30 aprile 2021. La madre, in modo fermo e determinato, bloccando con un gesto risoluto il marito, si inoltra sulla carraia con Saman – “per quel minuto che non consente di escludere sia stata lei l’esecutrice materiale”. Il marito invece “si mostra tormentato, assumendo atteggiamenti che danno conto della drammaticità di ciò che sta accadendo”, ma in ogni caso “resta a osservare, senza far nulla”, confermando così, si legge infine, “la sua adesione psicologica piena al fatto”.

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