lunedì, Maggio 20, 2024

Cateno De Luca ieri a Santa Marinella: “Dobbiamo ridare dignità alla politica”

Giornata di politica europea quella di ieri pomeriggio a Santa Marinella. A Piazza Trieste, infatti, è arrivato Cateno De Luca, amico sincero di Stefano Marino ex candidato sindaco della lista Io amo Santa Marinella. Il 52enne sindaco di Messina, leader del partito “Sud Chiama Nord” con cui si presenterà alle elezioni europee del prossimo giugno, è nato nel 1972 a Fiumedinisi, un Comune di circa mille abitanti in provincia di Messina, nel tempo ha saputo conquistare i propri elettori grazie alle sue trovate comunicative, a partire dalle infuocate dirette social contro gli avversari politici. Grazie a un linguaggio semplice, De Luca è riuscito a essere eletto più volte sindaco in vari Comuni della Sicilia, tra cui Messina ed è deputato dell’assemblea regionale siciliana, portando il suo partito a eleggere anche due parlamentari a livello nazionale. “Sono qui a Santa Marinella per impostare la campagna elettorale con il nostro comitato di Sud chiama Nord promotore della lista Libertà – dice De Luca – ringrazio tutti per l’accoglienza e per gli spaghetti alle vongole che ho molto gustato e ringrazio anche Stefano Marino, amico e grande sostenitore”. Nel suo discorso introduttivo, De Luca, ha spaziato su diverse tematiche. In particolare si è soffermato sulla necessità di dare dignità alla politica, condizionata dalle infiltrazioni mafiose che creano problemi all’economia nazionale, sulla legge Bolkstain che riguarda i balneari e le imposizioni sulla trasformazione delle abitazioni che devono adeguarsi alla classe energetica nel 2030. Ma quali sono i temi su cui De Luca intende impegnarsi in caso di elezione al parlamento europeo? “Liberare l’Italia da questa cappa che sta soffocando le nostre trazioni – risponde De Luca – quali l’agricoltura, la pesca, l’artigianato e per ritornare alla libertà di produzione. Noi siamo condizionati dalle quote e questo non ci permette di impedire che nei nostri mercati vengano immesse operazioni di dumping autorizzato dall’unione europea, a prodotti di dubbia provenienza che fanno saltare anche il mercato interno”. Seconda tematica trattata è quella della protezione dei gestori degli stabilimenti balneari condizionati dalla Bolkstain. “La Bolkstain è un attacco alla sovranità nazionale – risponde il politico – di fatto è un esproprio delle tradizioni. Ed ovvio che noi parteciperemo e ci iscriveremo a quelle forze europee che non hanno votato e non hanno voluto queste politiche liberticide. Non capisco quale è il senso di uccidere generazioni che oltre a fare attività imprenditoriale, fanno servizi che dovrebbe fare lo Stato, le regioni o i Comuni e che invece, per mancanza di risorse, non fanno, come la pulizia delle spiagge, che è a carico degli imprenditori balneari”.

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