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lunedì, Giugno 24, 2024

Svincolo A12 Cerveteri-Ladispoli: i cittadini chiedono risposte

È passato poco più di un mese dall’ultimo articolo che avevamo dedicato alla rotatoria allo svincolo autostradale di Cerveteri-Ladispoli. In quell’occasione, il Sindaco del Comune etrusco aveva dichiarato che non era in grado di dare tempi certi rispetto alla realizzazione della rotatoria annunciata mesi prima. Nel frattempo, i cittadini continuano a essere preoccupati dalla pericolosità di un incrocio molto trafficato, ancor di più durante il periodo estivo. Gli incidenti accorsi nel 2024 non hanno fatto altro che confermare quanto la situazione sia insidiosa e questo sta facendo montare un grido di preoccupazione sempre più rumoroso. A farsi portavoce delle richieste dei cittadini è Graziella Viviano, madre di Elena Aubry, ragazza che è rimasta vittima di un incidente su via Ostiense nel 2018. “Innanzitutto chiedo agli enti di occuparsene. Da quando è morta mia figlia, cerco di proporre delle soluzioni e, essendo architetto, ho esposto in maniera chiara come si può risolvere mentre si trovano i fondi necessari alla realizzazione dell’opera. Io dico sempre nel frattempo, ecco, mentre facciamo gli appalti, cerchiamo di lavorare in urgenza. È semplice, inseriamo uno spartitraffico e togliamo l’attraversamento di carreggiata. Ci sono due rotonde, già esistenti, che possono essere sfruttate. Non ho capito perché bisogna aspettare che muoia qualcuno. Nella mia situazione, parlare di costi è straziante, ma lo faccio. Quanto costa curare una persona in ospedale? Quanto costa la distruzione di una famiglia? Lo dico ironicamente, facciamo un prospetto economico. Non credo convenga. Risolviamo questa cosa in maniera banale e quando ci saranno i soldi chi di dovere si occuperà della realizzazione. Ma, nel frattempo, evitiamo il rischio di far morire delle persone. Nel mio piccolo lo proporrò anche alla Polizia Stradale. È qualcosa che bisogna fare, punto” ha esclamato decisa Graziella Viviano, che poi ha aggiunto “Dal processo di mia figlia, la magistratura sta cambiando modus pensandi. Nel caso di un processo penale, in una situazione di pericolo conclamata, i responsabili come potrebbero giustificarsi? Spero non avvenga mai, ma perché bisogna arrivare a tutto questo. Almeno la morte di mia figlia è servita a far arrivare i gestori delle strade sul banco degli imputati. Ma perché non intervenire prima? Non ci interessano tecnici che finiscono in prigione, ci interessa non avere più morti sulle strade. Questa è la base del discorso”.

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