sabato, Marzo 14, 2026

Omicidio Nappini, l’imputato: “Mi aveva chiesto di sposarla”

Faccia a faccia, questa mattina in aula in corte d’assise a Roma tra Adil Harrati, il marocchino irregolare in Italia, imputato per l’omicidio di Rossella Nappini, e i parenti della vittima. Harrati e’ accusato di aver ucciso con 56 coltellate il 4 settembre 2023, la donna, infermiera di 52 anni, con cui aveva avuto un rapporto sentimentale. Questa mattina l’uomo ha chiesto di poter parlare alla corte fornendo dichiarazioni spontanee e, con un italiano stentato ha provato a ricostruire, in maniera poco dettagliata i rapporti con la vittima. “Ho lavorato a casa sua. Due settimane. Mi ha detto ‘facciamo matrimonio e i documenti'”. Lo ha detto Adil Harrati, quarantacinquenne di origine marocchina, imputato nel processo per l’omicidio di Rossella Nappini, l’infermiera di 52 anni uccisa il 4 settembre scorso nell’androne di uno stabile in zona Trionfale a Roma. L’uomo ha reso dichiarazioni spontanee davanti ai giudici della Corte d’Assise, dando una sua versione sui rapporti con la vittima. Per il resto dell’udienza l’uomo e’ rimasto seduto trattenendo, spesso, la testa tra le mani soprattutto quando la mamma della vittima, Teresa Ceccacci, 84 anni, si e’ trascinata fino al banco dei testimoni e, indicandolo, ha detto “in galera deve andare”. Il 45enne, in carcere dal giorno dopo l’omicidio, e’ un manovale che si trova in Italia illegalmente: aveva fatto dei lavori di tinteggiatura nella casa della donna in via Giuseppe Allievo in zona Monte Mario, dove il suo corpo e’ stato trovato lacerato dalle coltellate. La donna viveva insieme alla madre in casa. Rossella Nappini sognava di sposarsi: “mi fece vedere anche una foto” di Harrati, racconta in aula Monica Nappini, sorella della vittima. “Lei lo voleva sposare, diceva che era una buona persona e che la faceva ridere”, aggiunge. Nella bara “le abbiamo messo il mio vestito da sposa”. Nel corso dell’udienza è stata sentita anche la sorella dell’infermiera. ”Ho sentito mia sorella quel pomeriggio un’ora prima che venisse uccisa – ha ricordato – Mi disse che quell’uomo l’aveva chiamata per vedersi e che lei aveva detto di no. Non era preoccupata ma quando pochi giorni aveva scoperto i suoi precedenti l’aveva lasciato e lui insisteva per vederla, si era incaponito”. Sul rapporto tra la sorella e l’imputato ha poi aggiunto: “Rossella aveva cominciato la relazione un mese e mezzo prima ma diceva di volerlo sposare per fargli avere il permesso di soggiorno: ‘Mi fa ridere e mi fa stare bene’ diceva, aveva già scelto l’abito per le nozze ma nella bara le ho messo quello del mio matrimonio”.

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