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sabato, Giugno 15, 2024

Gaza, Israele: “Pronti all’accordo perché vogliamo riavere gli ostaggi”

Israele non respinge l’accordo che “è ciò che abbiamo concordato. Non è un buon accordo ma vogliamo con forza il rilascio degli ostaggi. Tutti”. Lo ha detto al Sunday Times, ripreso dai media israeliani, Ophir Falk, consigliere capo per la politica estera del premier Benyamin Netanyahu. Secondo Falk l’intervento del presidente Usa Joe Biden di venerdì è stato “una decisione politica”. “Ci sono ancora molti dettagli da definire e questo include che non ci sarà un cessate il fuoco permanente fino a che tutti gli obiettivi di
Israele non saranno raggiunti”. “La dichiarazione e l’appello del presidente Joe Biden a raggiungere un accordo sono positivi, ma un accordo non può essere raggiunto con semplici speranze. Abbiamo bisogno di testi chiari che realizzino ciò che vogliamo e ciò che abbiamo chiesto, e che Israele li accetti apertamente e francamente e non in modo evasivo”. Lo afferma Osama Hamdan, alto rappresentante di Hamas su Telegram, precisando che serve “un accordo completo con un cessate il fuoco permanente, il ritiro delle forze israeliane da Gaza e la ricostruzione. La dichiarazione dei mediatori riflette un tentativo serio, ma dobbiamo conoscere la posizione israeliana”. Le sirene di allarme stanno suonando nella comunità di Arab al-Aramshe, nel nord di Israele vicino al confine con i Libano, avvertendo del lancio di razzi in arrivo. Lo riferisce Times of Israel. Le città al confine settentrionale sono state in gran parte evacuate dall’8 ottobre, quando le forze libanesi guidate da Hezbollah hanno iniziato ad attaccare quasi quotidianamente le comunità e le postazioni militari israeliane. Scontri a Tel Aviv tra polizia e manifestanti anti governativi. Lo riportano Ynet e Haaretz precisando che un dimostrante è stato arrestato. Migliaia di israeliani sono nuovamente scesi in serata per le strade della città israeliana, tornando a chiedere al governo del primo ministro Netanyahu che firmi un accordo con Hamas che preveda il rilascio dei prigionieri israeliani detenuti a Gaza. Secondo gli organizzatori a Tel Aviv sono scesi in piazza almeno 120mila persone. Proteste sono state organizzate anche in altre città del Paese, tra cui Gerusalemme e Cesarea.

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