sabato, Gennaio 17, 2026

Criminalità a Latina, sorveglianza speciale per Valentina Travali: è pericolosa

Un provvedimento di sorveglianza speciale è stato notificato dai carabinieri di Latina a Valentina Travali, 37 anni. Misura decisa dal Tribunale di Roma su richiesta della Procura del capoluogo pontino. E’ una figura di spicco nella geografia malavitosa del Pontino, Valentina Travali. Figlia di Giuseppe Travali detto “Peppe lo Zingaro” e di Maria Grazia Di Silvio; imparentata con i Casamonica; sorella di Alessandro e Salvatore Travali. E proprio in un video rap pubblicato online e che chiedeva la scarcerazione dei due fratelli, arrestati, la Travali comparve, vestita di nero, con un collier d’oro e una borsa di lusso firmata, mentre contava denaro come una manager d’azienda. In quello stesso video vari i giovani, molti dei quali minorenni e coperti da un passamontagna, si vantavano di far parte di una gang nel quartiere ex Q4 di Latina, maneggiavano mazzi di banconote e bastoni, parlavano di rapine a mano armata simulando l’esplosione di colpi di arma da fuoco nei confronti di chi avesse invaso la loro sfera di ingerenza. Quando il video divenne popolare, la polizia perquisì l’abitazione in cui Valentina Travali si trovava ai domiciliari, dopo essere stata coinvolta nell’operazione “Reset”. Gli agenti le trovarono in casa droga, una penna-pistola calibro 22 con un bossolo in canna e un centinaio di cartucce di vario calibro. Estorsioni, armi, droga: una lunga carriera criminale, quella di Valentina Travali, toccata da alcune delle più importanti inchieste contro la criminalità organizzata del Pontino: da “Alba Pontina” a “Status Quo”. Arrestata perché aveva fatto della sua abitazione Ater ai Palazzoni di viale Nervi una vera e propria, nonché florida, base di spaccio. La donna è attualmente in carcere per scontare varie condanne: una a 2 anni e due mesi (“Alba Pontina”) e una a 7 anni e sette mesi (in primo grado con rito abbreviato per “Status Quo”). Per 3 anni il provvedimento di sorveglianza speciale la obbligherà, una volta tornata in libertà, a non allontanarsi dal comune di residenza o di abituale dimora e a non uscire di casa tra le 21 e le 6.30. Dovrà cercarsi subito un lavoro e non associarsi a persone che hanno subito condanne e sono sottoposte a misure di prevenzione. Questo perché “ritenuta pericolosa in quanto persona che vive abitualmente con i proventi di attività delittuosa e dedita alla commissione di reati che pongono in pericolo la sicurezza e la tranquillità pubblica.” Attività che svolge, secondo quanto accertato dalle indagini dei carabinieri, da quando era poco più che maggiorenne.

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