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lunedì, Giugno 17, 2024

Caro ombrellone, questa estate per la spiaggia spenderemo 228 euro a settimana

Caro ombrelloni e lettini con i prezzi delle spiagge a 228 euro in media alla settimana per ombrellone e lettini. E’ ciò che emerge da una indagine di Altroconsumo. Sono state raccolte le tariffe di 211 stabilimenti balneari in 10 città (Lignano, Rimini, Senigallia, Viareggio, Palinuro, Alassio, Gallipoli, Alghero, Taormina e Giardini Naxos, Anzio), dalla prima alla quarta fila. Rispetto all’anno scorso il posto in spiaggia ci costerà in media il 4% in più. “Ad Alassio si spendono 392 euro (in media, per una settimana) per stare davanti al mare. Si può risparmiare cercando la località giusta o se ci si accontenta delle ultime file”, spiega Altroconsumo. Fra uno stabilimento privato e l’altro ci può essere una bella diversità di prezzo. L’indagine inoltre mostra che quest’anno ci sono stati molti ritocchi di prezzo applicati qua e là nei listini di tanti lidi italiani (in media la spiaggia costa il 4% in più). Concedersi ombrellone e sdraio in spiaggia è sempre stato caro, ma negli ultimi anni sta diventando un vero e proprio lusso. “L’aumento più alto a Senigallia, che però è la meno cara”, fa notare Altroconsumo. Mediamente la prima fila costa 226 euro, cifra che si riduce a mano a mano si va a scegliere le file successive: in seconda il costo medio è di 210 euro, 199 euro in terza, 186 dalla quarta in poi , riporta Altroconsumo. In alcuni casi ci sono buone notizie: a Lignano, Taormina e Giardini Naxos, per esempio, non c’è stato alcun aumento rispetto allo scorso anno. Qualche aggiustatina – prosgue Altroconsumo -invece c’è stata ad Alghero e Gallipoli (2%), Alassio, Anzio e Palinuro (3%), Rimini (4%) e Viareggio (5%). Più elevato, ma in linea con l’inflazione, l’aumento rilevato a Senigallia (8%), che resta comunque la località meno cara. Rispetto all’anno scorso, dunque, ci sono stati piccoli ritocchi dei prezzi. Ma queste continue variazioni al rialzo sono diventate ormai una lenta e costante tendenza e si stratificano su aumenti più consistenti verificatisi negli anni passati (il 5% medio del 2023, 10% nel 2022.

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