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sabato, Giugno 15, 2024

Lazio, nel 2023 per il 70% di cittadini liste d’attesa per visite chiuse

Liste di attesa per una vista o un esame medico lunghissime, tanto che molti rinunciano, oppure sono costretti a spostarsi anche molto lontano o decidono di prenotare in intramoenia. E’ la fotografia scattata dall’indagine online rivolta ai residenti del Lazio promossa da Cittadinanzattiva che, nel Decreto sulle liste di attesa appena presentato in Consiglio dei Ministri, chiede al governo di porre a carico del fondo sanitario gli investimenti con vincolo di utilizzo, impegnando cioè le Regioni a rendicontarne l’effettivo utilizzo. I dati non lasciano dubbi: nel 2023 il 48,8% dei cittadini residenti nel Lazio, praticamente uno su due, dichiara di non aver ottenuto l’appuntamento medico per la prenotazione richiesta, il 70% ha trovato liste d’attesa chiuse, il 58% ha ottenuto visite e esami con tempi superiori al codice di priorità indicato dal medico, il 38% si è dovuto spostare in luoghi lontani per avere la prestazione in tempi giusti e quasi il 29% ha ricevuto la proposta di effettuare visita o esame in intramoenia. Incontrando questi ostacoli, il 41% ha svolto la prestazione a pagamento nel privato, il 21% ha accettato suo malgrado tempi e luoghi proposti dal servizio pubblico, il 12% ha effettuato la prestazione in intramoenia e il 7% ha dichiarato di aver rinunciato a svolgere la visita o l’esame. Dall’indagine emerge che circa un utente su 3 dichiara di non conoscere le tempistiche associate ai codici di priorità (U-Urgente: entro le 72 ore; B-Breve: entro 10 giorni; D-Differibile: entro i 30gg se trattasi di visita specialista ed entro i 60 giorni per gli accertamenti diagnostici; P-Programmabile: entro 120 giorni). Solo uno su due (51,2%) dichiara di aver ottenuto l’appuntamento richiesto nei tempi previsti dalla impegnativa, nove su dieci ritengono che i tempi di attesa nel Lazio non siano compatibili con le proprie esigenze di salute e oltre il 37% pensa che la situazione sia peggiorata negli anni. Il 66% dei cittadini, fra quelli che hanno partecipato all’indagine, ha prenotato tramite Cup telefonico, il 30% si è recato allo sportello, il 27% ha telefonato alla struttura prescelta, il 21% ha scelto la piattaforma online Recup, il 3% ha prenotato in farmacia. In merito al servizio telefonico Cup, emerge un 17,4% di cittadini che ne lamenta disagi per il funzionamento; riguardo invece la piattaforma online, il 28% evidenzia che non tutte le prestazioni sono disponibili sulla stessa e dunque non è possibile prenotarle, e il 21% lamenta che la piattaforma sia complessa e lenta. Rispetto alle modalità di prenotazione, oltre la metà degli intervistati dichiara che l’introduzione di ulteriori piattaforme per la prenotazione potrebbe consentire di migliorare le liste di attesa. “Ci preme sottolineare che nessuna riforma sostanziale può funzionare senza investimenti adeguati: la nostra proposta è che gli investimenti siano posti a carico del fondo sanitario con vincolo di utilizzo, che impegni cioè le Regioni a rendicontarne l’effettivo utilizzo. È importante infatti che ci sia un impegno condiviso e responsabile di tutti gli attori coinvolti nel governo delle liste di attesa. Da parte nostra vigileremo affinché le misure previste siano rispettate e siano presi i necessari provvedimenti, anche di tipo sanzionatorio, per rispettare i diritti dei cittadini”, commenta Anna Lisa Mandorino, segretaria generale di Cittadinanzattiva.

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