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martedì, Luglio 16, 2024

L’anagrafe di Ardea tornerà sulla Rocca: «Così rivitalizziamo il centro storico in declino»

Per risollevare la Rocca, il centro storico di Ardea, la consigliera comunale delegata Edelvais Ludovici ha proposto in consiglio comunale di riportare i servizi demografici, quindi l’anagrafe, al centro storico. «La proposta – spiega Edelvais Ludovici – nasce per poter aiutare questo paese a migliorare il suo status quo, che non da la possibilità a questo centro di esprimersi, località facilmente raggiungibile con mezzi di trasporto pubblici e questo è un vantaggio per i cittadini che dovranno fruire del servizio». «Il drastico declino delle attività commerciali nei centri storici, luoghi che rappresentano il cuore pulsante della nostra cultura e identità, ci preoccupa molto – aggiunge – Da molto tempo stiamo dicendo che è necessario intervenire per invertire questa tendenza. Servono politiche mirate e soluzioni innovative. È cruciale adottare misure che possano stimolare la ripresa economica, sostenere gli imprenditori locali e proteggere il tessuto commerciale della nostra città». Questo include incentivare l’apertura di nuove attività, implementare politiche di riqualificazione urbana e promuovere l’attrattività del centro storico per i consumatori, con le istituzioni pubbliche che creano servizi fruibili per i cittadini. «Il commercio è una parte dell’economia urbana ma non è la sola: altri settori contribuiscono alla ricchezza complessiva locale. Non solo, il commercio è normalmente una domanda derivata e non una domanda primaria. La tradizionale “ricetta” per il rilancio del centro storico, sul piano economico, ossia la liberalizzazione del commercio, da sola non basta affatto e anzi può generare addirittura ulteriore desertificazione di queste aree urbane». La soluzione è quella del «centro storico come contenitore di parti importanti della pubblica amministrazione ( comune, caserme, istituzioni pubbliche ecc..)». «Se in questa aree persistono, in modo diffuso e capillare, numerose istituzioni pubbliche, si genera di conseguenza un pendolarismo per ragioni di lavoro (sia diretto, ossia i dipendenti di tali istituzioni, che indiretto quali cittadini, rappresentanti istituzionali, e professionisti che fruiscono del servizio). La presenza di questi soggetti influenza inevitabilmente la presenza di un commercio al dettaglio capace di soddisfare le loro esigenza di consumo (dalla ristorazione all’acquisto di materiali di consumo)».

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