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giovedì, Luglio 25, 2024

Si apre dopo sei anni il processo per la morte di Elena Aubry

Sei anni di battaglie e di attesa. Graziella Viviano varca l’ingresso del Tribunale di Roma. Il processo per la morte di sua figlia, Elena Aubry, si è aperto questa mattina. Un’udienza dedicata all’ammissione della lista testi. Il più innaturale degli eventi per un genitore: a maggio 2018 la moto della sua Elena che sbanda al chilometro 25 della via Ostiense e l’impatto fatale con il guardrail. Elena uccisa – sostiene la Procura di Roma – da negligenze e omissioni, la mancata manutenzione ordinaria e straordinaria che avrebbe reso l’arteria una trappola mortale. “Per la prima volta in Italia sono stati portati sul banco degli imputati i gestori delle strade”, dice Graziella. Radici affioranti e dossi. Nessuno avrebbe fatto nulla – la ricostruzione del Pubblico Ministero – per mettere in sicurezza la via Ostiense e per evitare la tragedia. Omicidio stradale in concorso l’accusa per sei funzionari comunali e il rappresentante legale della ditta incaricata dei lavori. Per il decesso della giovane è stato già condannato in appello a uno anno e sei mesi il responsabile della sorveglianza della stessa società vincitrice dell’appalto.

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