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martedì, Luglio 16, 2024

“La musica blocca la nascita dei fratini”

Contro la movida sfrenata e la lotta ai decibel ora si muovono anche le associazioni a tutela dell’ambiente. Marevivo Lazio in particolare accende i riflettori su Ladispoli. «L’inquinamento acustico e luminoso stravolgono le spiagge mettendo a rischio le nidificazioni di specie protette in via d’estinzione, come il Fratino e la tartaruga Caretta caretta». In questi giorni è stato rinvenuto un nido di tartaruga caretta caretta lungo la costa di Sant’ Agostino, a Civitavecchia. Ma a tenere banco a Ladispoli è la situazione dei fratini di Torre Flavia, celebri anni fa per lo spostamento del concerto di Jovanotti a Campo di Mare, frazione cerveterana. I piccoli trampolieri non hanno ancora nidificato quest’anno. «Non sappiamo ancora il motivo – interviene Rita Paone di Marevivo Lazio – ma è chiaro che il frastuono e la musica ad alto volume non favorisce di certo il loro insediamento». L’argomento è finito anche in aula consiliare. A sollevare il caso è stato Roberto Garau, consigliere comunale di opposizione con una domanda d’attualità. «Ci sono state segnalate dai cittadini – sostiene – attività d’intrattenimento e discoteca nelle vicinanze dell’arenile. C’è un parere sovra comunale del Vinca, il quale indica che si devono evitare emissioni e suoni nel periodo riproduttivo di fratini e corrieri piccoli da marzo a luglio nella Zps, Zona a protezione speciale. Lo avevamo segnalato già lo scorso anno e chiedo se il sindaco sia a conoscenza di eventuali permessi». Il sindaco Alessandro Grando glissa. «Sono procedure che non ci riguardano nel senso che i privati direttamente si rivolgono agli uffici competenti, in questo caso il Suap». Fratini a parte, in queste settimane hanno protestato anche i cittadini che vivono in centro e sul lungomare centrale di via Regina Elena. Residenti che si sono anche organizzati perché non ne possono più della movida notturna tra discoteca, schiamazzi, episodi di vandalismo. Si attiva anche il Pd. «Una diffusione sonora insostenibile nelle abitazioni, dai lungomari al centro cittadino». Poi la richiesta dei dem. «Come da nostra interrogazione di due anni fa ripetiamo al sindaco Grando le seguenti domande: Il numero dei controlli eseguiti dalle forze dell’ordine, il numero delle irregolarità riscontrate e l’entità economica delle sanzioni rilevate, oltre alla disponibilità o meno di strumenti di controllo messi in campo dall’Amministrazione per le misurazioni della pressione acustica». Infine la proposta. «Non si tratta di contestare un cartellone di manifestazioni estive – conclude la nota – ma di pretendere il rispetto delle norme vigenti in materia della quiete pubblica come fasce orarie, zonizzazione acustica d’uso del territorio e dei valori limite di immissione, fasce di rumorosità diurna e notturna. Se i cittadini di Ladispoli nel perdurare di questa anarchia sonora intendono mobilitarsi con gli strumenti consentiti dalla legge ci troveranno d’accordo».

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