Ad uccidere sarebbero stati in due, l’ipotesi di chi indaga. Ad accoltellare a morte, con sei fendenti, un 28enne originario del Perù, un connazionale di 36 anni, individuato subito dalla Polizia, qualche ora dopo il delitto. Non avrebbe però agito da solo, sostengono gli inquirenti. A sferrare calci e pugni e a bloccare la vittima durante l’aggressione un 30enne, sempre di nazionalità peruviana, fermato ieri sera in zona Termini. L’uomo aveva da pochi giorni iniziato a frequentare l’ex della vittima. L’omicidio domenica, poco prima della mezzanotte, in via Giolitti. Il 28enne ucciso – questa la ricostruzione – si sarebbe avvicinato all’ex fidanzata, con la quale aveva un figlio, forse per convincerla a tornare insieme. L’inizio di una discussione e l’intervento dei due sospettati. Le botte e le coltellate con una lama da 10 centimetri. La vittima si è trascinata per qualche metro, poi è caduto a terra. Inutile la corsa in ospedale. Il cambio dei vestiti, sporchi di sangue, da parte dei due indagati. Un tentativo di allontanare i sospetti che non ha retto. L’accoltellatore è stato bloccato davanti a un locale notturno con l’arma ancora addosso. E’ durata invece meno di 24 ore la latitanza di chi lo avrebbe aiutato. L’ennesimo episodio di violenza nei pressi della stazione, dove resta alto l’allarme sicurezza a pochi mesi dall’inizio del Giubileo.






