“Le sfacciate meretrici” è il titolo dello spettacolo, scritto e diretto da Paolo Maria Congi, a cura di Teatro Vittoria Attori & Tecnici, in scena al Teatro Tor Bella Monaca dall’11 al 16 febbraio. Lo spettacolo nasce dall’esigenza di raccontare gli eventi del passato e della Storia, costitutivi del presente, riconquistando lo spazio storico, letterario, storiografico che appartiene alle donne, ben diverso da quello riservato ai personaggi maschili sui quali, sempre, è stata declinata la Storia. Il periodo storico su cui su cui si pone l’accento è il Risorgimento italiano, movimento ideologico e letterario che portò al conseguimento dell’Unità nazionale. Dai libri di Storia apprendiamo le vite di Mazzini, Garibaldi, Armellini, Saffi, Mameli e altri importanti nomi di celebri patrioti. Ma il Risorgimento, in realtà, come ogni pagina della Storia del Mondo, non è stato fatto solo da uomini straordinari, ma anche da donne straordinarie, nella maggior parte dei casi dimenticate dalla memoria storica. “Le sfacciate meretrici” racconta di Eleonora de Fonseca Pimentel, nata “marchesa” e morta rivoluzionaria sul patibolo di piazza del Mercato a Napoli, di Teresina, la “bella Gigogin”, che ha ispirato la canzone che ancora oggi è l’inno dei Bersaglieri, eseguita per la prima volta in pubblico la notte di Capodanno del 1858 al Teatro Carcano di Milano e che, nonostante le apparenze frivole, cela in realtà un significato profondo e politico; di Cristina Trivulzio di Belgioioso, donna di forza e intelligenza fuori dal comune, che seppe organizzare e gestire dodici ospedali durante la Repubblica Romana del 1849 e rispose a tono a papa Pio IX quando soprannominò “sfacciate meretrici” le donne che prestarono aiuto e soccorso negli ospedali; di Anita Garibaldi e Giuditta Bellerio Sidoli, più conosciute perché compagne di Garibaldi e Mazzini, ma che dovrebbero essere ricordate per ben altri meriti; infine, di Giuditta Tavani Arquati, uccisa dagli zuavi insieme a marito e figlio e di Colomba Antonietti Porzi, unica donna ad avere un busto al Gianicolo assieme agli altri uomini patrioti, che morì a ventitré anni, vestita da soldato, sotto alle bombe dei francesi. “Le sfacciate meretrici” vuole essere un omaggio all’impegno e al coraggio di tutte le donne che hanno contribuito all’indipendenza e all’Unità italiana accanto e al pari degli uomini, attraverso il racconto di alcune delle loro storie così incredibili, eppure vere.






