Che si tratti di uno stupratore seriale lo dicono ormai le sentenze: Simone Borgese, 40 anni, è stato condannato per la terza volta per violenza sessuale. Era l’8 maggio scorso quando aveva invitato in macchina una ragazza che stava aspettando il bus alla Magliana, con la scusa di chiedere indicazioni stradali. L’uomo ha scelto il rito abbreviato e dovrà scontare la pena – ridotta di un terzo – di cinque anni ma con le aggravanti per la recidiva. A colpire era stata la data: nello stesso giorno, ma nove anni prima, Borgese aveva stuprato e pestato una tassista sotto un viadotto della strada che conduce a Fiumicino. In quel caso la condanna era stata di sette anni e mezzo. Ma non era finita lì: quando le sue foto vennere pubblicate una diciassettenne lo riconobbe come colui che l’aveva palpeggiata in ascensore un anno prima. Seconda condanna, due anni e dieci mesi. Borgese era uscito dal carcere per il primo stupro nel novembre 2021. Poco più di tre anni dopo ancora una violenza, a poche decine di metri da quella sulla tassista, non lontano da casa sua, dove i poliziotti lo hanno rintracciato grazie alla testimonianza della vittima






