Banchi del governo sold out alla Camera per il question time di oggi con la premier Giorgia Meloni. Spicca, però, in avvio di seduta l’assenza dei vice Antonio Tajani e Matteo Salvini. Al fianco di Giorgia Meloni siedono così i ministri Luca Ciriani e Giancarlo Giorgetti. Presenti poi tutti i ministri e una folta rappresentanza di sottosegretari. La presidente del Consiglio affronta vari temi, tra cui la situazione a Gaza, dove “c’è una situazione umanitaria sempre più ingiustificabile”. Nel corso del question time la presidente del Consiglio ha avuto un duro scontro verbale con il leader dei Cinque Stelle Giuseppe Conte. Le Meloni lo ha apostrofato con “Ora è un convinto antimilitarista, quando era premier era un altro Giuseppi…”. Non si è fatta attendere la piccata risposta di Conte: “La Meloni la butta sempre in caciara”. La premier ha poi proseguito. ”Continueremo a impegnarci per una cessazione permanente delle ostilità” dice. “In questo quadro credo che non ci debbano essere da parte nostra ambiguità nel pretendere che Hamas rilasci immediatamente gli ostaggi e deponga le armi”. Nessuna ambiguità poi “nel dire che non c’è spazio per una presenza di Hamas nella Striscia in un futuro Stato palestinese. Ripeto quanto già detto al Senato: sono convinta sulla base delle numerose conversazioni che ho avuto in questi mesi con i leader della regione, che si possa lavorare a un quadro politico e di sicurezza regionale capace di porre fine al conflitto, aprire la strada a un processo che conduca alla soluzione dei due Stati. Resto convinta che per farlo occorra partire dal piano di ricostruzione proposto dai paresi arabi”. “Io in questi mesi, come si sa, ho a più riprese sentito il primo ministro Netanyahu. Sono state conversazioni spesso difficili in cui ho sempre richiamato l’urgenza di trovare una strada per terminare le ostilità, la necessità di rispettare il diritto internazionale, il diritto internazionale umanitario”. E’ ”una richiesta che rinnovo anche oggi a fronte a una situazione umanitaria a Gaza che non ho difficoltà a definire sempre più drammatica e ingiustificabile”. “Non abbiamo condiviso diverse scelte, non condividiamo -ha sottolineato Meloni- le recenti proposte del governo israeliano e non abbiamo mancato di dirlo ai nostri interlocutori, consapevoli come siamo però che non è stata Israele a iniziare le ostilità e che c’era un disegno, come ho detto varie volte, alla base dei disumani attacchi di Hamas, della crudeltà rivolta contro gli ostaggi. Quello era un disegno che puntava all’isolamento e questo non può non farci riflettere su quanto sarebbe pericoloso assecondare il disegno dei terroristi che non si sono fatti scrupoli a sacrificare la vita sia di israeliani che di palestinesi pur di perseguire i propri scopi”. ”Come sapete, fin dall’inizio del conflitto a Gaza il governo italiano è stato in prima fila tanto sul piano diplomatico quanto sul piano umanitario”. Un ruolo che “viene riconosciuto da tutti gli attori in campo. L’Italia ha certamente svolto un ruolo di primo piano intanto nel prestare assistenza umanitaria alla popolazione civile, concentrando i suoi interventi sulla sicurezza alimentare, in particolare attraverso il Food for Gaza, l’iniziativa con la quale abbiamo già inviato oltre 110 tonnellate di aiuti alimentari e sanitari”. “Ancora pochi giorni fa – ha ricordato Meloni – il ministro degli Esteri ha chiamato il suo omologo israeliano per porre nuovamente la necessità di garantire l’accesso all’assistenza umanitaria alla popolazione palestinese, iniziativa della quale è stato prontamente informato il primo ministro Mustafa. Ricordo anche l’impegno del nostro ministro della Difesa, che ha messo a disposizione due elicotteri per il ponte aereo umanitario, organizzato dal Re di Giordania. Nell’ultimo Cdc è stato prolungato lo stato d’emergenza a Gaza, sono stati distanziati ulteriori fondi. Oggi abbiamo evacuato altre 34 persone, tra cui 14 bambini”. ”Resto convinta che bisogna partire dal piano di ricostruzione proposto dai Paesi arabi” aggiunge. “E’ verso questo obiettivo che il governo continua a impegnarsi, lavorando con i leader della Regione, con i nostri partner europei, con gli Stati Uniti. Lo faremo mantenendo con tutti un dialogo aperto, franco, se necessario anche critico. Ed è esattamente per questo che non è nell’intenzione del governo italiano richiamare l’ambasciatore italiano in Israele”. “E’ mia intenzione istituire a Palazzo Chigi un gruppo di lavoro per affrontare” la questione del disagio giovanile, annuncia la premier. Si tratta di “un tema che credo stia a cuore a ciascuno di noi” e “certamente sta a cuore a me, che al mondo giovanile, come si sa, ho dedicato gran parte del mio impegno politico”. “Questo governo si è occupato, con un approccio ampio, di dare risposte alle questioni che investono i giovani italiani”, ha spiegato la presidente del Consiglio, elencando i provvedimenti, adottati dal governo sul fronte del contrasto al disagio: “Penso al potenziamento del personale dei servizi sociali territoriali, su cui abbiamo investito più o meno 550 milioni con l’obiettivo di aiutare le famiglie ad affrontare le fragilità. Ricordo la scelta di rendere il supporto psicologico un elemento strutturale del sistema scolastico e universitario con risorse ad hoc che garantiscono stabilità e continuità, così come l’impegno straordinario per combattere la droga, prevenire le dipendenze, accompagnato da un investimento record pari a 165 milioni di euro, che è circa il doppio di quanto disponibile negli anni precedenti”. “Vorrei coinvolgere in questa iniziativa soprattutto chi vive in mezzo a questi ragazzi e voglio chiedere a tutti i partiti di aiutarmi in questo, di condividere le loro idee, le loro proposte su quali siano i profili più adatti ad affrontare questa materia. Non so dire, sinceramente, dove può portarci un’iniziativa di questo tipo, ma so per certo che non è tempo perso”, ha proseguito la presidente del Consiglio rispondendo all’interrogazione di Fratelli d’Italia. “Non so quanti provino lo stesso sentimento che a me capita di provare, però a volte io mi sento un po’ disarmata, perché non sono certa di comprendere fino in fondo quali siano i rischi che mia figlia corre, come impatteranno i tanti, forse troppi, superficiali stimoli che ha. Mi spaventa vedere molti giovani insieme che nella stessa stanza in silenzio si parlano attraverso le chat”. “Mi spaventa il fatto che quello schermo possa farli sentire al sicuro, mentre in realtà sembra che li renda un po’ più deboli. Mi spaventa soprattutto che noi potremmo capire troppo tardi quello che sta accadendo”, ha proseguito la presidente del Consiglio. “Diceva Papa Francesco che quella che stiamo vivendo non è solo un’epoca di cambiamenti ma è un cambiamento d’epoca” aggiunge la premier. “Ho già detto che aveva ragione e la rivoluzione più grande di questa epoca penso investa proprio i giovani. I nostri figli crescono in un mondo totalmente diverso da quello che noi abbiamo conosciuto. La nostra generazione è la prima generazione che cresce dei figli completamente digitali”.
Meloni: “A Gaza situazione umanitaria sempre più ingiustificabile”. Duro Scontro con Giuseppe Conte






