domenica, Maggio 24, 2026

Nella notte raid russi su Kiev, 14 morti. Colpita Odessa. Zelensky: “Andriivka è libera”

E’ di 14 morti e almeno 40 feriti il bilancio degli attacchi notturni condotti dalle forze armate russe su Kiev. Attacchi lanciati con missili balistici e droni che hanno colpito obiettivi civili in tutta la città. Lo riferiscono i media locali, precisando che 30 feriti sono stati ricoverati in ospedale. “Oggi Kiev ha vissuto un’altra notte difficile. Un altro attacco, altri feriti, case distrutte, dolore e ansia. La ricerca di persone sotto le macerie continua. Ora sul luogo di uno degli attacchi ci sono soccorritori, medici, polizia, volontari. Tutti stanno agendo nel modo più coordinato possibile per aiutare e salvare chi è in difficoltà”: lo scrive su Telegram Timur Tkachenko, comandante dell’amministrazione militare di Kiev. Zelensky atteso nelle prossime ore in Canada per partecipare al vertice del G7. Il presidente russo Vladimir Putin ha confermato la disponibilità della Russia a riprendere i negoziati con Kiev dopo il 22 giugno in una conversazione telefonica con Trump. Fuggito dall’esercito russo e rifugiatosi a Parigi nel 2024, il disertore Aleksei Zhiliaev ha condiviso i dati relativi ai soldati russi uccisi e feriti al fronte dall’invasione nel 2022 al giugno 2024. Prima della diserzione, l’ex soldato aveva copiato su una chiavetta Usb le informazioni relative alla sua divisione e alla Terza. Pochi passi in avanti, come da previsioni, sembrano essere stati fatti nell’incontro tra la delegazione ucraina e quella russa che si è tenuto lo scorso 2 giugno, a Istanbul, per provare a gettare le basi per la risoluzione di un conflitto che dura ormai da oltre tre anni. Al termine dei colloqui, durati poco più di un’ora, il presidente turco Recep Tayyip Erdogan, proseguendo nel suo intento di fare da mediatore tra i due Paesi in guerra, è tornato a proporre un incontro tra Vladimir Putin e Volodymyr Zelensky. Anche questo dovrebbe tenersi sempre in Turchia, a Istanbul o nella capitale Ankara, eventualmente con la partecipazione di Donald Trump (che si dice “aperto” a un vertice se i due leader nemici sono pronti a “presentarsi insieme al tavolo”).

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